Il Big Ben come la Torre di Pisa
Il Regno Unito mette in vendita Westminster
La ristrutturazione costa troppo e il Governo potrebbe decidere di vendere il Parlamento" style="text-align: left;">
di Francesca Pariti
Addio al magico Big Ben! In tanti sperano che il Governo Britannico non giunga a questa conclusione estrema, eppure le sorti dell’antica Torre dell’Orologio, simbolo del Regno Unito, sembrano appese ad un filo. Il Palazzo del Parlamento Britannico e la Torre a lui annessa stanno sprofondando nel Tamigi. Il Big Ben si sta lentamente inclinando e tuttora pende sul lato destro di quasi 46 cm rispetto all’asse longitudinale del terreno. La situazione in bilico della Torre era evidente ormai ad occhio nudo da parecchi anni, ma adesso si teme l’irreparabile. Grazie alle scosse che vengono dal sottosuolo per il passaggio della metropolitana, l’inclinazione ha toccato quota 0,26 gradi a nord ovest, come hanno scoperto i tecnici chiamati dall’Autorità per i trasporti londinesi. L’intero complesso di Westminster rischia guasti, black out elettrici, fino all’ipotesi estrema di un crollo totale. Per rimettere in sesto la centenaria sede del Parlamento occorre un piano di ristrutturazione di oltre 1 miliardo di stelline: troppo per i conti in rosso delle tasche del Regno.

«I contabili fanno notare che è illogico spendere 1 miliardo di sterline per un complesso che vale 1 miliardo», ha dichiarato una fonte del parlamento al tabloid inglese Mail on Sunday. Alcuni deputati propongono l’estrema soluzione della vendita del palazzo a magnati stranieri: in questo modo le casse dello Stato tirerebbero un sospiro di sollievo e la sede del Governo Britannico potrebbe tranquillamente trovare una nuova sistemazione. Tra i provocatori, compare anche lo speaker della Camera dei Comuni John Berkow, che, come riporta il Mail on Sunday, ha già trovato una soluzione: «L'amara scelta è dunque spendere questi soldi e fare la figura degli stravaganti o abbandonare uno dei palazzi più famosi al mondo e venderlo ai russi o ai cinesi». Se il Governo inglese optasse per la ristrutturazione, il complesso di Westminster dovrebbe chiudere i battenti almeno per i prossimi cinque anni e l’ala del palazzo che ospita le Camere sarebbe inutilizzabile per circa due anni e mezzo. Prima o poi i Lords e i Commons dovranno lasciare le loro storiche poltrone, quindi, secondo alcuni, tanto vale accelerare i tempi e risparmiare, occupando una nuova sede ora e per sempre.
La decisione definitiva sarà presa lunedì prossimo, data in cui si terrà la riunione della Commissione Camera dei Comuni, presieduta proprio dallo stesso Berkow. Oltre al pericolo di crollo della Torre del Big Ben, la struttura in stile gotico del Palazzo Parlamentale all’interno è piena di pecche che è giunta l’ora di sanare. La costruzione è totalmente rivestita di amianto. L’impianto di riscaldamento e le caldaie risalgono a prima della Seconda Guerra Mondiale e pare siano sul punto di cedere, o meglio di esplodere. La proposta di alcuni parlamentari, legati più all’economia che alla storia, è quella di vendere il palazzo di Westminster per 1 miliardo di sterline e di costruire la sede del nuovo Parlamento spendendo pressappoco 500 milioni. Ancora non è detta l’ultima parola sulle sorti del Big Ben: la speranza è di non vedere appeso alle lancette del grande orologio il cartello "on sale".
24 gennaio 2012

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