L’area inquinata dagli idrocarburi ha un raggio di 400 metri dalla nave
Macchia intorno alla Concordia: perde carburante ma si parla solo di Schettino
Clini esorta alla rapidità: “Esiste il serio rischio che future mareggiate possano provocare l'inabissamento”" style="text-align: left;">
di Alessandra Corsini
Il commissario per l’emergenza della vicenda Concordia lo ha confermato: la macchia avvistata sotto la pancia della nave è “un’iridescenza di idrocarburi” fuoriuscita nei giorni dopo il naufragio. Il liquido in continuo movimento si sarebbe prima depositato sui fondali poi, trascinato dalle correnti, posizionato in superficie. L'Arpat (Agenzia regionale di protezione ambientale) della Toscana ha subito lanciato l’allarme e ha prelevato una serie di campioni per condurre analisi che ne svelino la provenienza e l’esatta composizione. Nel frattempo i rischi sono descritti anche dal ministro per l'Ambiente Corrado Clini, che dichiara: “Esiste il serio rischio che future mareggiate possano provocare l'inabissamento. Le 2.400 tonnellate di carburante contenute nella nave corrispondono al quantitativo trasportato da una petroliera di piccole dimensioni ", inoltre i tempi calcolati per il totale svuotamento dei serbatoi ammontano a due settimane. Dopo i preliminari rilievi subacquei la ditta olandese Smit dovrebbe iniziare l’estrazione del combustibile, nella speranza che le condizioni climatiche rimangano costanti: se peggiorassero i danni all’ecosistema sarebbero enormi.
Per il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, il pompaggio dovrebbe cominciare in modo repentino, ed essere portato avanti parallelamente alla ricerca dei dispersi, in modo da scongiurare la catastrofe ambientale. L’opinione pubblica, la stampa e i vari approfondimenti televisivi, però, non accennano a parlare di queste eventualità. Interviste dei superstiti, di personaggi famosi (vedi Francesca Rettondini), ma soprattutto lui, il comandante Schettino. Catalizzatore dell’attenzione, del desiderio di giustizia, della necessità di trovare un colpevole. E, perché no, anche uno strumento per portare avanti un tipo di spettacolo e di cronaca impostati a offuscare il resto degli aspetti di questo difficile momento per l’Italia. Eppure i dati ambientali sono lampanti e confermati proprio da Clini: “Nell'ultimo decennio, gli incidenti più gravi sono a carico non di petroliere, ma di navi passeggeri o mercantili caratterizzate da un'elevata quantità di combustile a bordo". Ma di questo non si parla, o lo si fa poco, perché capire in che modo Schettino si sia allontanato dalla nave, liberato del suo pc e giustificato alla Marina militare, è più interessante della natura in cui viviamo.
25 gennaio 2012

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