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Un rapporto del Cremlino mette in evidenza anomali spostamenti di truppe e armamenti bellici statunitensi

Allarme Terza Guerra Mondiale

Gli Stati Uniti si preparano a far fronte a un evento catastrofico. Le ipotesi sono tre ma la più acclamata e plausibile è lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale

di lorena nicoletta

Massicci spostamenti di truppe e armamenti bellici sono stati effettuati, nella regione tra la California e il confine con il Messico, dall’esercito statunitense. A denunciare l’anomalia è un rapporto del Cremlino cui chiede spiegazioni alla Nato –come legittimo, da accordi separati con il Regno Unito, dopo l’uscita della Russia nel 2007 dal Trattato sulle Forze Armate- sulla mobilitazione di 78mila soldati e un ingente numero di armamenti. Per tutta risposta gli Stati Uniti hanno preferito tacere le reali ragioni che si celano dietro tali azioni.

Sempre secondo quanto riportato dal Cremlino, le motivazioni potrebbero essere tre: 1) una probabile invasione del Messico e del Brasile, 2) preparativi per sedare disordini civili in procinto di erodere negli Usa, 3) preparativi per assistere la popolazione a seguito di una catastrofe causata da calamità naturali o guerre. Ragionando su tutte e tre le possibilità si apprende sulla prima che effettivamente gli Stati Uniti non vedono di buon occhio i rapporti che il Messico e il Brasile hanno intrecciato con Cina e Iran per il commercio del petrolio. E’ del 6 gennaio scorso la dichiarazione rilasciata dal portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland: “Stiamo mettendo assolutamente in chiaro ai Paesi in tutto il mondo che ora non è il momento di approfondire i legami, né di sicurezza né economici con l’Iran”. Anche perché sono rapporti volti a esprimere l’indipendenza economica di Messico e Brasile che andrebbero a diminuire il potere capitalistico Usa. Mentre il 6 dicembre fu il presidente cinese, Hu Jintao a invitare la Commissione Militare a “legarsi strettamente al tema principale della difesa nazionale e della struttura militare” in vista di una possibile guerra prolungata. Per quanto riguarda la probabile seconda causa, la situazione economica e sociale negli Stati Uniti diviene di giorno in giorno sempre più intollerabile. Ad appoggiare tale tesi è l’imprenditore e sostenitore di Obama, George Soros che si è espresso in termini di una “situazione quanto più grave e difficile” in cui una violenta lotta di classe sarà l’epilogo più plausibile. Soprattutto se si tiene conto delle violente restrizioni operate contro le azioni dei manifestanti che hanno fatto declassare la libertà di stampa statunitense –ritenuta un tempo tra le meno “imbavagliate”- al 47esimo posto. La terza tesi, riportata nel rapporto russo, indica la messa in allerta per la costa del Pacifico e Messico che potrebbe essere colpita da una violenta scossa di terremoto.

Se dovessimo tirare le somme tra le tre ipotesi quasi a priori si potrebbe escludere la terza e in forte evidenza rimarrebbero le prime due. Non necessariamente separate ma congiunte e convalidate da altri dati come il dispiegamento di forze armate nelle Filippine e nel Kuwait ordinato dal regime Obama. Punti strategici per colpire Cina e Iran e dare inizio a quella che verrebbe considerata la Terza Guerra Mondiale.

E se fosse vero che “la guerra non può essere evitata, può solo essere rinviata a beneficio del nemico”, a noi inermi spettatori non spetterebbe altro che riconoscersi in un alleato e inveire contro un nemico? O insorgere in una lotta unitaria di classe per sovvertire l’ideale statunitense di predominio sul mondo. Ma ne avremmo davvero il potere?

3 febbraio 2012

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Sono tre le ipotesi che il rapporto del Cremlino mette in evidenza circa il massico dispiegamento di truppe e armamenti bellici registrato tra la regione del Messico e la California. Tra le cause di una imminente rivolta popolare, una forte scossa di terremoto, la più accreditata è lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale.