Blitz antidroga: operazione congiunta polizia e carabinieri
Meno 39 Casamonica tra le strade di Roma
In carcere i componenti del clan: avevano organizzato un sistema 'a pedaggio' per lo spaccio di stupefacenti nella zona sud-est della Capitale" style="text-align: left;">
di flavia scicchitano
Da ieri il clan dei Casamonica conta 39 esponenti in meno tra le strade della Capitale. I componenti del sodalizio criminale sono stati arrestati e sottoposti alla misura cautelare della custodia in carcere, in seguito ad una maxi operazione congiunta di polizia e carabinieri. L'accusa è di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, che la banda aveva messo in piedi attraverso un ingegnoso e tecnico sistema: un pedaggio per la distribuzione delle dosi con check-point per pagamento e ritiro della merce, tra due strade parallele nella zona sud-est della Capitale.
Chiave di volta delle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, le testimonianze dei transessuali della zona. Sono stati i racconti forniti dai viados agli investigatori a permettere di risalire alla struttura malavitosa e ad inchiodare i componenti del clan. Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip del tribunale di Roma, Aldo Morgigni, scrive infatti che i trans esaminati hanno riscontrato "in modo preciso e concludente non solo tutta l'attività di polizia" ed hanno dimostrato "come la Romanina sia la zona di Roma dove si può, ad ogni ora del giorno, reperire dosi di cocaina di buona qualità e ad un prezzo onesto rispetto al quantitativo di coca presente in ogni dose".
Inoltre, sempre gli stessi transessuali "hanno anche confermato la presenza continua di macchine e di clienti, circostanza questa che dimostra ulteriormente che ci si trovi di fronte ad una potente organizzazione criminale capace di poter disporre in continuazione di grosse partite di droga, necessarie appunto per soddisfare le continue e giornaliere richieste". Nel provvedimento il gip scrive anche che "la stessa intercambiabilità dei soggetti-spacciatori serve a tutelare la vita del sodalizio, che può affrontare eventuali carcerazioni di qualche proprio associato, senza che tale evento possa danneggiare o solo intralciare la stessa attività dell'organizzazione".
"Un'imponente operazione antidroga" che "conferma la determinazione delle forze di polizia e della magistratura nel contrasto della criminalità organizzata" come "prova tangibile del costante, invasivo e sinergico impegno delle istituzioni per combattere la criminalità in tutti gli ambienti", ha commentato il questore di Roma, Francesco Tagliente. "Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza con le ultime operazioni anticrimine stanno manifestando tutta la determinzione a garantire il diritto alla sicurezza sui nostri territori - ha aggiunto Tagliente - Oggi raccogliamo i frutti di indagini complesse che hanno visto impegnati, per oltre un anno, centinaia di investigatori ai quali rivolgo tutta la mia gratitudine". Sulla vicenda è poi intervenuto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, secondo il quale si è trattato di "Un'operazione storica perchè da almeno 20 anni le forze dell'ordine e la magistratura non riuscivano a infliggere a questo clan un colpo così duro, forse mortale".
Nel corso del blitz, le forze dell'ordine hanno provveduto alla recinzione dell'area interessata con centinaia di uomini per impedire possibili fughe, alla perquisizione di un'intera area residenziale nelle disponibilità del clan, anche con le Unità cinofile, e al sequestro di numerosi beni. Tra gli arrestati compaiono i nomi di Guerrino De Rosa, 52 anni, che era sottoposto al regime di sorveglianza speciale, Quirino Casamonica, 65; Alevino Di Silvio, 57; e Loreta Spada, 65. Anche Maria Grazia De Rosa, 36, aveva l'obbligo di presentazione alla polizia.
25 gennaio 2012

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