Continuano i presidi dei tir sulle autostrade e dal Movimento dei Forconi si apprende che altri blocchi partiranno
“Donne in mano i forconi”
Martino Morsello è sempre più convinto dell’esigenza di trasmettere il potere alle donne più capaci degli uomini che hanno condotto il Paese in rovina" style="text-align: left;">
di lorena nicoletta
Il Movimento dei Forconi sta operando una vera e propria rivoluzione. I blocchi di tir sulle autostrade –al sud Italia quanto al nord- stanno facendo registrare importanti segnali di ripercussioni sull’economia nazionale. E la protesta andrà avanti questo venerdì 27 gennaio dalle ore 12.00: scenderanno in piazza a Circo Massimo a Roma tir e trattori. A confermarlo è il leader del movimento per la Sicilia, Martino Morsello che raggiunto telefonicamente ribadisce l’importanza di unire tutto il popolo italiano in una netta presa di posizione contro quei poteri iniqui e corrotti che sanciscono le sorti dello Stato.
Passionale come solo un siciliano sa essere, Morsello incita: “O il popolo fa la rivoluzione o chi sta al potere si metta una mano sulla coscienza e realizzi una democrazia economica”. Forte del suo pensiero, il leader chiarisce come non è corretto parlare di democrazia in un Paese dove “chi sta al potere guadagna minimo dieci mila euro al mese, mentre tra il popolo aumentano i suicidi di quanti esausti non riescono più a vivere senza lavoro, e si ammazzano”. Il Movimento dei Forconi si carica del disagio che vive la parte povera del Paese e lancia un appello importante chiamando le donne a raccolta. “Dovrebbero andare le donne a governare il Paese, sono loro che mandano avanti la famiglia” racconta Morsello “ormai non credo più negli uomini, ci hanno condotto alla deriva, hanno rovinato un’Italia. Diamo spazio alle donne, che abbraccino i forconi; sono le donne che faranno la vera rivoluzione.” E sono tante le donne che danno il loro appoggio al movimento sostenendolo anche quando viene calunniato e screditato.
Alle insinuazioni del presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che accusa i Forconi di annessioni mafiose, Martino per tutta risposta landia un invito al presidente: “Qualora sapesse i nomi di tali mafiosi, che andasse in questura e li denunciasse” continua “ma se dopo indagini tali infiltrazioni non risultassero, poi Lo Bello dovrebbe prendersi la responsabilità di chiarire come e perché conosceva quei nomi”. Il leader del movimento i veri mafiosi li rivede nelle persone dei politici: “Sono loro i veri mafiosi, la casta è la mafia”. In Italia 1 azienda su 3 è a conduzione mafiosa, e Morsello si interroga su chi ha avuto la responsabilità di permettere ciò e ben chiara è la sua risposta “la colpa è dei politici che si servono della mafia, fanno affari coi mafiosi” e buttano paglia sul fuoco per “intimidire un movimento così forte”. Da 15 giorni reparti di supermercati restano vacanti e a quanti avvertono delle ripercussioni sull’economia del paese, volte a lanciare un velo di sfiducia nei confronti delle proteste, Martino chiarisce che “a farne le spese sono i produttori che da 15 giorni stanno facendo sacrifici dismettendo il lavoro e l’importazione, e i grossisti stanno perdendo tanto quanto”. Per quanti si allarmano dell’impossibilità di reperire prodotti alimentari dai Forconi l'invito è “a riscoprire il cibo vero, sano. I coltivatori continuano a vendere i prodotti nelle loro città di produzione e quindi è possibile mangiare e anche meglio.”
E' Martino Morsello che invita a prendere esempio dalle donne, che stanno gestendo al meglio tale situazione e che ancora una volta danno prova della loro maestria nell’affrontare la vita in tutte le sue molteplici sfumature.
27 gennaio 2012

Feed RSS