Legalizzazione droghe
Aprono a Berlino i Club della canna(bis)
Sarà possibile coltivare marijuana e acquistare fino a 30grammi" style="text-align: left;">
di Francesca Pusceddu
Si è riacceso in questi giorni in Germania il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere. La proposta, lanciata dalla sinistra tedesca che segue l’odg approvato al recente congresso per la legalizzazione di ogni droga, eroina inclusa, prevede la creazione di locali per coltivare legalmente la cannabis. Nei cosiddetti club della cannabis, il cui ingresso sarà limitato alle persone maggiorenni, i soci potranno coltivare marijuana e acquistarne fino ad un massimo di 30 grammi. Una sorta di coffee-shop Olanda style, ma con tanto di piantagione annessa e vendita diretta: dal produttore al consumatore...
L’idea, sviluppata da Frank Tempel esperto per le politiche sulle droghe del "Die Linke" nonché funzionario di polizia, vuole combattere il proibizionismo su un divieto che praticamente nessuno rispetta in Germania. Si stima che almeno "due milioni di tedeschi fumino abitualmente marijuana e haschish”. Già nel 2009 la frazione dei Linke della Nordrhein Westfalen avevano iniziato una battaglia per la liberalizzazione delle droghe al grido, un po’ forte, di “Recht auf Rausch”, letteralmente ‘diritto all’intossicazione’.
Le forze di maggioranza hanno risposto con toni indignati all’idea dei club della cannabis. In prima linea si è schierata la cattolicissima Cdu, partito della Merkel. La Cancelliera ha duramente condannato la proposta, considerandola un “vero e proprio pericoloso incitamento all’utilizzo delle droghe leggere “ che porterebbe ad un aumento del consumo e del numero di persone dipendenti dalla cannabis. Ci sono due milioni di consumatori di cannabis in Germania e trovo che siano già troppi. Ritengo quindi di essere assolutamente contraria a una legalizzazione”. Perché la Cancelliera non si esprime anche sui due milioni e mezzo di alcolisti presenti in Germania e delle decine di migliaia di persone che muoiono ogni anno a causa degli effetti diretti o indiretti del consumo di alcolici? Eppure l’alcol continua ad essere legalmente venduto, per di più costa poco, è reperibile ovunque ed è socialmente accettato.
Con questo non si vuole auspicare un ulteriore passo indietro quale il proibizionismo dell’alcol, ma evidenziare le contraddizioni del sistema pseudoproibizionista-barra-ipocrita tedesco. Ad esempio in Germania il consumo di cannabis è consentito dalla legge, ma il possesso è punito legalmente. Come sarebbe a dire? Intanto Die Linke prosegue la sua battaglia: "Vogliamo farla finita con la demonizzazione” dichiarano, convinti che la liberalizzazione consenta finalmente di "contrastare il fenomeno del mercato nero”.
(Il corrispondente da Berlino)
27 gennaio 2012

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