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Da Twitter a Google: la censura continua...
Le note piattaforme sotto inchiesta dai fan: tutti contro le pagine oscurate su base geografica" style="text-align: left;">
di Alessia Cornali
La censura è tornata! Dopo gli episodi che avevano visto la "messa a patibolo" del noto social network Twitter, gli appassionati tornano alla carica con Google. La nota piattaforma, rea di aver intrapreso la strada della censura, viene condannata da tutto il web come sottomessa ad interessi "superiori". Il motivo del contendere si fonderebbe sulle parole, recentemente apparse sul web in merito a dei cambiamenti sullo smistamento del traffico in base geografica: “La migrazione di domini localizzati ci permetterà di continuare a promuovere la libera espressione e la pubblicazione responsabile, fornendo una maggiore flessibilità nel rispettare le richieste di rimozione valido ai sensi della legge locale. Utilizzando ccTLD, la rimozione dei contenuti può essere gestito su base nazionale e ciò limiterà l’impatto al minor numero di lettori. Il contenuto rimosso a causa di leggi di un Paese specifico verrà rimosso solo dal Registro del ccTLD rilevanti. ”
In cosa consiste precisamente? In parole spicciole, cercando di accedere dall'Italia ad esempio al sito 'attivissimo.blogspot.com', si verrà redirezionati a “attivissimo.blogspot.it”: non quindi alla versione globale del sito, ma a una sua declinazione locale, il che permetterà di censurare i contenuti di un sito solo per gli internauti di una certa zona del pianeta, continuando a mantenerli accessibili a tutti gli altri. Proprio come i tweet di Twitter potranno essere oscurati solo in determinati Paesi. La novità, che per ora è stata implementata solo alcuni Stati, come l'India, può essere aggirata facilmente. Basta, come spiegato dagli stessi autori del misfatto, collegarsi al sito “google.com/ncr”, dove “ncr” sta per no country restrictions.
Preparatevi a tempi duri, cari utenti. Una delle sorprendenti bellezze del web era l'estrema libertà d'espressione. Grazie a sofisticati sistemi consolidati e migliorati negli anni, ogni cittadino aveva la possibilità di far sentire la propria voce senza poter essere giudicato o punito per la propria identità. Ora, quello che è stato dato, sta per essere tolto: la censura è dietro l'angolo e tutti noi potremmo esserne colpiti.
2 febbraio 2012

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