La compagnia impone nuove regole alle assistenti di volo
Hostess taglia 42, e contro Meridiana è polemica
Si ribellano e scrivono all’Aga Khan. Scelte “altamente lesive della dignità femminile”" style="text-align: left;">
di flavia scicchitano
Alte, robuste, possenti ma filiformi. Non basta più che le assistenti di volo siano in grado di gestire rischi e inconvenienti sugli aerei perché da oggi devono farlo in un completo taglia 40, massimo 42. A dettare le nuove regole la compagnia aerea Meridiana Fly, che ha imposto alle sue hostess di indossare divise striminzite trasformando i corridoi di soccorso in passarelle di pret-a-porter. E così le donne hanno scritto al principe Aga Khan, che controlla la società, e al presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, per protestare contro quella dittatura della magrezza che continua a mietere vittime o almeno tenta di farlo ormai anche lontano dal grande schermo.
Nella motivazione il personale femminile della compagnia ha definito le nuove scelte "altamente lesive della dignità femminile" perché, celando indirettamente l’obbligo di mettersi a dieta, riproporrebbero un’ideologia “sessista, discriminatoria e improponibile sia per ragioni etiche, di rispetto del lavoratore, che fisiologiche”, soprattutto se si considera "che l'età media delle asistenti del gruppo Meridiana Fly è di 42 anni”. Una ribellione che scaturisce dalla rivendicazione generale della femminilità a prescindere dalla magrezza e, nel caso particolare, di una professionalità che risiede nella capacità di attendere ai vari compiti da svolgere durante il volo indipendentemente dai chili di troppo. Perché se è vero che taglie troppo forti creerebbero disagi negli stretti spazi del velivolo è altrettanto vero che il personale deve avere una forza fisica notevole, spesso inconciliabile con un’eccessiva magrezza.
Le hostess chiedono, dunque, “che non venga attuata nessuna irrispettosa norma sulle taglie delle uniformi e di mantenere quelle attuali, la cui sobrietà e vestibilità sono caratteristiche precipue del ruolo ricoperto". Che le pubblicità progresso contro l’anoressia e per la dignità femminile lascino il posto ad atteggiamenti e normative.
1 febbraio 2012

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