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30.000 in strada, ma solo 3.000 secondo le autorità

Russia anti-Putin: il corteo di tulipani e teli bianchi

Automobili ricoperte di teli bianchi intorno alla capitale per chiedere nuove elezioni

di Nicoletta Renzetti

Il lamento in Russia ha un profumo diverso, ha colori diversi. Essere in disaccordo in Russia non vuol dire scendere in strada in preda all’odio e al rancore, che sfida a colpi di pietre o lacrimogeni la polizia, o usare parole discriminanti contro un sistema politico coercitivo, imbroglione, paradossale: non è nella sua natura. Per lamentarsi, il suo popolo ricopre le proprie macchine di teli bianchi lungo il raccordo di Mosca, come ha fatto ieri per mettere ancora una volta i riflettori sui brogli elettorali che si sarebbero verificati lo scorso 4 dicembre a riconferma del partito di governo Russia Unita Putin-Medved, per tentare di cambiare le possibili sorti delle presidenziali di marzo. Dallo scorso 10 dicembre si susseguono così le manifestazioni nelle tante città: donne che ricoprono le strade di tulipani, di margherite, braccialetti bianchi al polso in segno di lamento, palloncini anche questi bianchi che rivestono le automobili in corsa. Si organizza così la Russia dalla storia tragica e appassionante, dipinta nelle storie di Cechov, malinconica e tuttavia delicatissima, dalle strade eleganti e vagamente retrò. Senza troppe pretese non alza la voce, chiede quello che le spetta senza mai rivendicare, e se la giustizia non fa il suo corso le voci si placano tra le torri del Cremlino, tornano a dirigere lo scorrere del Volga, silenziose.
 

 

 

 

 

 

 

 

Non oppone resistenza la Russia che sfila ordinata in segno di protesta, noncurante dei propri numeri durante le manifestazioni, composte da 30mila uomini secondo le stime, ma solo 3mila confermate dalle autorità. Va bene così, si fa un pò i fatti suoi quando le scalano gli zeri durante il più grande corteo degli ultimi 20 anni, scendono in strada in 120mila il 24 dicembre corso ma le stime dividono per dieci. Diligenti, con lo sguardo nel vuoto quando la polizia ferma, interroga e trattiene in commissariato quella gente che si riunisce pacificamente ma senza autorizzazione, a cui vengono fatti dei processi a porte chiuse, secondo la Human Rights Watch senza diritto di avvalersi dei propri avvocati. Non dice nulla, se tre militanti vengono arrestati nella foresta di Khimki, alle porte di Mosca, perché solidali agli ecologisti contro la minaccia di abbattimento a favore di un’autostrada e vengono condannati a 15 giorni di reclusione per disobbedienza a lecite domande degli ufficiali. Sordi e muti quando nel 2002 dopo la presa in ostaggio da parte dei terroristi ceceni, al teatro Nord Ost di Mosca, le autorità decidono di sacrificare la vita di 117 civili.
 

La Russia allora usa gli strumenti di cui dispone, in punta di piedi, commovente, efficace, perché sembra che qualcosa stia cominciando a muoversi, a far rumore senza scandalo, e lo sguardo a prendere forma.

30 gennaio 2012

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L'ultima manifestazione in Russia ha riguardato la sfilata di automobili rivestite di teli e palloncini bianchi che ha interessato l'anello di raccordo intorno a Mosca, nell'intento di chiedere nuove elezioni e disserire dai presunti brogli dello scorso 4 dicembre.