Dure le proteste contro Maroni
Tessera del Tifoso al via
Gli abbonamenti sono in calo e gli ultrà in rivolta" style="text-align: left;">
di Luisa Marazzi
Dopo polemiche e proteste esordisce con la prima giornata di campionato della Serie A la tanto discussa Tessera del Tifoso.
Questo provvedimento, introdotto per aumentare la sicurezza all'interno degli stadi, prevede in particolare che tutte le società debbano vincolare il rilascio degli abbonamenti all'acquisto della tessera e che solo chi è in suo possesso potrà accedere ai settori ospiti durante le trasferte. Chiaramente può ottenerla solo chi non ha processi in corso o condanne definitive per reati da stadio e non è sottoposto a provvedimenti Daspo (Divieto di Accedere a manifestazioni SPOrtive).
Inoltre le società prima di rilasciarla, trasmettono i dati del richiedente alle questure per verificarne l'idoneità o meno al possesso. Questo è uno dei punti su cui maggiormente è infuriata la protesta da parte del mondo ultrà, perché è stata considerata una sorta di schedatura anche se fin dall'inizio è stato chiarito che saranno solo le società, e non le questure, a tenere in archivio i dati e le generalità dei tifosi.
Oltre a questo si contesta anche che l'introduzione della tessera allontanerà le tifoserie dagli stadi facendo il gioco di chi possiede i diritti televisivi che “sicuramente” si vedrà aumentare il numero degli abbonati. Una sorta di strategia del complotto applicata al mondo del calcio.
Non ci sono solo vincoli e restrizioni a caratterizzare questa tessera: secondo i suoi ideatori, infatti, sono previsti una serie di agevolazioni e benefici che dovrebbero invogliare a tesserarsi. Tra questi gli sconti in Autogrill e sulle Ferrovie dello Stato, oltre a canali di accesso prioritario all'acquisto di biglietti e per l'entrata allo stadio.
Queste misure però non hanno sedato il fronte del no che ha manifestato tutto il proprio dissenso in vari modi, dai più civili rifiuti di rinnovo degli abbonamenti ai più violenti attacchi, verbali e non, soprattutto contro Maroni, l'ideatore del provvedimento.
Il Ministro proprio pochi giorni fa è stato ospite del Berghem Fest al quale hanno fatto irruzione circa cinquecento tifosi dell'Atalanta per contestarlo, provocando scontri, con tanto di macchine della polizia in fiamme e un agente ferito. Un modo un po' irruento per dimostrare che non c'è bisogno di aumentare la sicurezza negli stadi.
Comunque ormai il provvedimento è partito e le autorità si ritengono soddisfatte del suo esordio.
Sono state emesse già circa cinquecentomila tessere e, come ha fatto notare il presidente della Lega di Serie A, nelle prime giornate di campionato si sono avuti più spettatori della media rispetto alle precedenti stagioni.
Nonostante ciò è anche vero che c'è un'emorragia di abbonamenti: al momento sono circa centomila in meno che negli scorsi anni.
Oltre a questo non è chiaro come la tessera del tifoso possa prevenire o evitare gli scontri fuori dagli stadi dove spesso, lontano dalle telecamere, si verificano episodi di guerriglia urbana tra tifoserie avversarie ma anche tra tifoserie e forze dell'ordine, in una sorta di triangolo dell'odio in cui vince chi picchia di più.
Si può forse ovviare costringendo tutti quelli che vogliono andare allo stadio ad un trattamento in stile Arancia Meccanica che provochi la nausea al minimo istinto violento, ma forse è una soluzione di fantascienza.
Si potrebbe, allora, trovare una soluzione all'abbrutimento che porta questa gente a comportarsi come animali, una soluzione che offra alle persone qualcosa in più rispetto alla prospettiva di potersi esprimere o sfogare solo attraverso la violenza, insomma far venire fuori una nuova coscienza civile, ma anche questo sembra fantascienza.
1 settembre 2010

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