Spahiu era stato nominato dal Presidente della Repubblica, Bamir Topi
Albania: Sali Berisha scarica Kreshnik Spahiu
La maggioranza parlamentare di centrodestra ha approvato la creazione di una commissione di inchiesta per giudicare l’operato del Vicepresidente del Consiglio di Giustizia, ma è giallo su Atene" style="text-align: left;">
di romina gurashi

Saphiu, venuto alla ribalta lo scorso anno per essersi opposto, insieme all’Alleanza Rosso-Nera, alla registrazione della popolazione albanese su basi etniche o religiose che avrebbe contribuito al proliferare del numero delle minoranze nella regione, oggi torna a far parlare di sé, ma non per suoi meriti. Pare infatti che in Albania stiano avvenendo manovre di dubbia costituzionalità che vorrebbero far fuori proprio Kreshnik Spahiu, il Vicepresidente del Consiglio di Giustizia eletto dal Presidente della Repubblica Bamir Topi nel 2007.
Il 26 gennaio il Parlamento albanese ha approvato con i soli voti della maggioranza di Sali Berisha la costituzione di una Commissione d’Inchiesta al fine di rimuovere e sostituire il Vicepresidente in questione. Contrari oltre al diretto interessato, che non intende riconoscere la legittimità di quanto sta avvenendo poiché “secondo la legge, il Vicepresidente dell’Alto consiglio di Giustizia viene nominato solo dal Capo dello Stato e da nessun altro”, anche l’opposizione socialista che ritiene la manovra incostituzionale e frutto del puro calcolo politico del centrodestra. La Commissione delle Leggi che avrebbe dovuto monitorare sull’accadimento non ha esaminato la legittimità di quanto avvenuto da un punto di vista costituzionale e procedurale oltre a non aver garantito la possibilità della parte interessata a poter essere ascoltato e a difendersi.

A lasciare un alone di dubbio rispetto alle finalità di quanto sta accadendo vi sono non solo le domande sulle motivazioni di tale gesto, che risultano ancora per lo più incomprensibili e prive di una formale giustificazione da parte degli organi di Governo e del Parlamento, ma anche le supposizioni riprese da un numero sempre crescente di quotidiani che denunciano le pressioni di Atene sull’argomento in questione. Spahiu infatti è stato il primo, attraverso l’Alleanza Rosso-Nera, a bloccare la strada agli storici interessi Greci nel paese, e il tentativo di scalzarlo dalla sua posizione potrebbe essere un test di fedeltà ed alleanza con il Governo centrale di Tirana. Emblematica è infatti l’amicizia crescente tra Berisha e Vangjel Dule, esponente del Partito dell’Unità per i Diritti Umani rappresentativo degli interessi della minoranza Greca del sud dell’Albania. Dietro a manovre sembrerebbero esserci interessi non solo politici ma anche etnici che ci mostrano un’Albania sempre più debole istituzionalmente e una Grecia sempre più invadente nel tentativo un giorno di tornare a governare su quei territori del Nord Pireo mai dimenticati. Un punto di inizio è stata la concessione della cittadinanza greca agli albanesi del sud che ha permesso a questi ultimi di godere delle pensioni Greche notoriamente più alte di quelle albanesi. Riuscirà Atene attraverso questi sporchi giochi e la connivenza di un Primo Ministro debole a riottenere il lembo di terra tanto ambito?
Fonti: AlbaniaNews, Top-channelTV, Shekulli, AlbaniaNews.
30/01/2012

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