Il colosso americano travolto dal digitale
La Kodak scatta l’ultima foto
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di Paolo Lustri
“Ciribiribì Kodak”. Chi non ricorda lo spot pubblicitario del ’92 in cui un piccolo extraterrestre, in un paesaggio futuristico chiedeva al commerciante una pellicola Kodak? Il tutto lasciava intendere che gli anni sarebbero passati ma la pellicola Kodak sarebbe rimasta. Ebbene gli anni sono passati, ma nel futuro prossimo Kodak potrebbe non esserci.
La Kodak è un’azienda storica. Fondata nel 1888 a Rochester da George Eastman è divenuta nel corso dei secoli un colosso di portata mondiale. Con lo slogan “you press the button, we do the rest" (Voi premete il bottone, noi facciamo il resto), la Kodak fu la prima a lanciare sul mercato una macchina fotografica "a scatto". Dal lontano 1888 la Kodak è cresciuta fino a divenire leader mondiale nel settore fotografico. Qualche giorno fa però l’azienda, attraverso una nota ufficiale, ha comunicato che ricorrerà al “Chapter 11” della legge fallimentare statunitense. L’unica possibilità per salvare una società che ha cumulato negli ultimi sette esercizi debiti per 6,8 miliardi di dollari a fronte di un attivo di 5,1. Il “capitolo 11” è una procedura molto simile al concordato preventivo previsto dall’ordinamento italiano. Il Chapter 11 permette alle aziende che ne fanno uso una ristrutturazione in seguito ad un grave dissesto finanziario. In questa fase l’impresa rimane in possesso di tutti i propri beni e sotto il controllo della Corte Federale prosegue la propria attività con il fine di uscire dal dissesto attraverso un piano di riorganizzazione.
Ma come si è giunti a questo punto? L’avvento del digitale ha dato un duro colpo alla compagnia di Rochester la quale non ha creduto fino in fondo a questa nuova tecnologia. L’aggressività dei concorrenti asiatici (Canon, Sony, Fuji) nel ricercare soluzioni digitali hanno fatto il resto. Con una nota ufficiale la “Eastman Kodak Company precisa che le sue consociate non-statunitensi non rientrano in questo processo e che continueranno ad operare nella normalità, mantenendo fede agli impegni presi con i propri clienti”.
Di certo se la situazione della casa madre ad oggi è questa, quale impresa potrebbe pensare di prendere un “impegno” con la Kodak? Quale cliente acquisterebbe prodotti Kodak sapendo che tra qualche mese potrebbe essere privo di assistenza?
26 gennaio 2012

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