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G8 e G20 Youth Summit

Quanto costa fare politica!

La delegazione italiana si autofinanzia

di Annalisa Coluzzi

“I giovani di oggi non hanno i principi e i valori che avevamo noi”, ” I giovani di oggi non sanno neanche più che cos’è la politica” “Noi sì che facevamo le manifestazioni, quelle vere”. I giovani di oggi quante frasi di questo tipo devono sentirsi dire esplicitamente o tacitamente tutti i giorni. Eppure, come sempre, non è come sembra. Viviamo in un periodo e in un paese in cui quelli che dovrebbero vivere il futuro che spetterebbe loro di diritto si ritrovano ad avere quasi tutte le possibilità precluse. Non sono rare le situazioni politicamente impegnate vissute da persone sotto i trent’anni. Ma parliamoci chiaramente… solamente pochi credono veramente che la politica non sia una cosa esclusivamente da “grandi” e che idee nuove e valide possano provenire da menti brillanti anche se non appartenenti a uomini e donne di mezz’età.

Nonostante questo velo di ottusità che ricopre il nostro paese, ogni anno dal 2006, giovani leaders provenienti dai Paesi del G20 si riuniscono per creare vivere e sviluppare i G8 E G20 Youth Summit, ovvero un evento parallelo alle omonime riunioni dei “Grandi” che vanta il riconoscimento ufficiale dei Capi di Stato e di Governo internazionali. Fin qui tutto bene. Il problema è che, nonostante il discorso accorato e fiducioso di fine anno del nostro Presidente della Repubblica, i rappresentanti del futuro del nostro paese non sono in nessun modo aiutati e sostenuti in situazioni come queste. Del resto si tratta solamente di portare avanti il nome dell’Italia e far valere la propria visione politica davanti alle delegazioni di altri diciannove paesi. Difatti, oltre alla competenza la preparazione, la passione e la dedizione, ai nostri delegati viene anche richiesto di spesarsi da soli viaggio, vitto, alloggio e trasporti. L’anno scorso il Summit si è tenuto a Parigi e quando i nostri ragazzi hanno cominciato a confrontarsi con i loro colleghi nei pochi momenti di riposo fuori dalle sale ufficiali di discussione, si sono resi conto che il nostro era l’unico paese a non aver aiutato minimamente la propria rappresentanza a livello economico. Il governo è cambiato il Presidente del Consiglio non è più il nostro “caro” Silvio Berlusconi (mentre le voci italiane si facevano valere con le proprie proposte e i propri discorsi non sono mancate battute e domande riguardanti il Bunga Bunga presidenziale) eppure la situazione è la stessa. La Young Ambassadors Society comitato organizzativo che si occupa del reclutamento dei delegati, ha riaperto le candidature a ogni ragazzo tra i 18 e i 30 anni che s’interessi di politica e che creda fermamente nella possibilità di cambiare le cose. Peccato che quest’anno il Summit si terrà a Washington DC. Di sicuro andare a ”casa” di Obama dal 3 al 9 giugno non è una delle cose meno care da fare. In più dal 31 Maggio al 3 Giugno i nostri ragazzi dovranno recarsi a Londra insieme alle delegazioni di Francia, Germania, Unione Europea e Regno Unito per il G4 mirato a trovare un’idea comune sui temi affrontati, come avviene nella realtà, in seguito al Trattato di Lisbona.

Facendo due rapidi conti non sarà una spesa da poco. Oltre a riuscire a superare la selezione, seguire conferenze, dibattiti politici ed eventi nel periodo precedente alla partenza per prepararsi al meglio, chi volesse sposare questa validissima iniziativa deve anche preoccuparsi di come procurarsi la somma necessaria consapevole del fatto che i nostri colleghi non hanno questi problemi. “Siamo ragazzi provenienti da diverse Università d’Italia, accomunati dalla volontà di rappresentare al meglio il nostro Paese in ambito internazionale, svolgendo il nostro compito con passione e professionalità. Crediamo nell’Italia e crediamo che spetti a noi giovani impegnarci affinché l’Italia diventi una Nazione sempre migliore. Vogliamo portare con fierezza il nome dell’Italia nel mondo, perché noi amiamo profondamente questa Nostra Italia.”. Sono o no le parole di un vero politico?

24 Gennaio 2012

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“I giovani di oggi non hanno i principi e i valori che avevamo noi”, ” I giovani di oggi non sanno neanche più che cos’è la politica” “Noi sì che facevamo le manifestazioni, quelle vere” I giovani di oggi quante frasi di questo tipo devono sentirsi dire esplicitamente o tacitamente...