Riforma del lavoro; parte la giostra
Il primo incontro tra l'esecutivo e le parti sociali per la riforma del lavoro si conclude con un nulla di fatto; l'intesa è ancora lontana" style="text-align: left;">
di Emiliano Ivan Carlo Liberati
Si è concluso con il più classico degli “arrivederci e grazie” l'incontro tra l'esecutivo e le parti sociali riguardante le riforme del mercato del lavoro. In questo primo round di quello che si prospetta essere uno dei bracci di ferro più duri degli ultimi decenni, il piano presentato dal team di governo, formato dal sottosegretatio alla presidenza Catricalà e dai ministri Fornero e Passera, ha ottenuto un secco rifiuto dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl . Le difficoltà delle trattative, presenti e soprattutto future, più che in un reale confronto sulle riforme trovano il loro fondamento nella già decisa strategia dei sindacati, i quali hanno individuato nella sacralità dell'art.18 la base per mantenere i propri consensi ed interessi.
Negli ultimi mesi, infatti, l'intera questione lavoro sembrava ridotta alla non sindacabilità del su citato articolo dello Statuto dei Lavoratori, mentre il piano presentato dal ministro Fornero si concentrava sull'idea di un contratto unico invadendo solo conseguenzialmente l'ambito del “licenziamento senza giusta causa”. Il progetto di un contratto unico del ministro Fornero (http://www.repubblica.it/economia/2012/01/19/news/lavoro_ecco_piano_fornero-28395625/?ref=DRC-3), con l'obiettivo di eliminare la frammentazione contrattualistica del lavoro italiano e costruire modalità di ingresso nel mercato del lavoro vincolate ma certe, si allinea con le intenzioni di Monti per la creazione di “una maggiore mobilità che protegga il lavoratore ma non renda sclerotico il mercato del lavoro”.
Dal canto loro i sindacati si sono presentati un po' impreparati e non ancora pronti ad
ammettere(chissà se mai lo saranno) che forse sarebbe più producente per i lavoratori un approccio collaborativo che un'opposizione basata esclusivamente su considerazioni di carattere politico. Il governo ha fatto la prima mossa mettendo già parecchia carne al fuoco senza scendere nei particolari; i sindacati, invece, prendono tempo facendo capire di non volersi esprimere a fondo fino a quando non avranno tra le mani i dettagli attuativi della riforma. La partita è cominciata, speriamo che per una volta ad uscirne vincitori siano i lavoratori(tutti) e la ripresa del paese.
24 Gennaio 2012

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