Scaduti i termini sottoscritte il 99,8 % delle azioni
L’UniCredit tira le somme
Confermato nucleo storico. Tornano i fondi Americani" style="text-align: left;">
di Paolo Lustri
E’ tempo di bilanci per la banca italiana di Piazza Cordusio. Il 27 di Gennaio sono scaduti i termini per le prelazioni dei soci e dati alla mano sono state sottoscritte il 99,8 % delle azioni. Un successo quindi per il primo gruppo bancario italiano.
La UniCredit Banca spa, questa la denominazione completa dal Maggio 2008, è il risultato di una serie di fusioni nel corso dell’ultimo decennio fra vari istituti bancari in Italia e in Europa. Oggi è tra i primi gruppi di credito a livello mondiale. E’ presente in 22 paesi, principalmente nella zona euro e conta circa 40 milioni di clienti. Nel 2007/2008, periodo della crisi dei mutui, in seguito al fallimento di alcune banche negli stati uniti, la banca di piazza Cordusio ha fatto temere per il peggio, oggi, in seguito a questa ricapitalizzazione mostra un altro volto, molto più solido e sorridente che fa sperare per il futuro. L’aumento di capitale era un’operazione obbligatoria per rientrare nei parametri di Basilea 3. Obiettivo questo che verrà già raggiunto il prossimo anno, con lauto anticipo dalla scadenza del 2015 prevista dalle normative. In questi giorni nella sede milanese del gruppo si stanno tirando le somme di questa operazione. E i dati sono più che incoraggianti. In tre settimane di ricapitalizzazione sono state sottoscritte la quasi totalità delle azioni, per un totale di circa 7,5 miliardi di euro. L’aumento è stato ingente, questo permetterà al gruppo bancario di rispondere alle esigenze di liquidità richiestegli.
Anche i tempi dell’operazione sembrano aver dato ragione ai suoi amministratori, evitando accavallamenti con altre banche che opereranno nella stessa direzione. Interessante notare che alla ricapitalizzazione abbiano partecipato noti imprenditori italiani come Della Valle, Caltagirone e De Agostini. Le motivazioni sembrano quasi scontate: entrare a far parte di uno dei salotti più importanti della finanza italiana. Come si modificherà il Cda dell’Unicredit in seguito ai cambiamenti dell’azionariato lo scopriremo nei prossimi mesi.
Dalle prime valutazioni comunque si possono trarre delle indicazioni importanti. L’acquisto di azioni da parte di investitori esteri, americani in particolare, è un segnale da non sottovalutare. Questo lascia intendere che c’è fiducia nel sistema Italia. Non si tirano fuori i soldi se non si crede in un ritorno economico.
3 febbraio 2012

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