Il paese guidato da Angela Merkel si pone ancora una volta in controtendenza rispetto agli altri appartenenti all'Unione Europea: dopo le scelte dei mesi precedenti in riferimento alla crisi economica, anche il settore dell'informazione e del giornalismo guarda a nuove prospettive, con l'approvazione di un disegno di legge che garantisce maggiore libertà ai giornalisti.
Mentre, infatti, il premier italiano e quello francese premono sui compagni di coalizione per l'approvazione di misure più drastiche nell'ambito della diffusione delle informazioni riservate, il Ministero per la Giustizia tedesco, guidato da Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ha presentato un disegno di legge rivoluzionario e opposto rispetto ai tentativi di imbrgliamento dell'informazione made in italy. Approvato dal Governo, si presenta come un emendamento alll'articolo 335b del codice penale e prevede la depenalizzazione del reato di concorso in divulgazione di notizie riservate.
I prodromi di una scelta così forte si potevano trovare nelle pagine di svariate testate, anche internazionali, già nel 2005, quando scoppiò il "caso Cicero"; "Cicero" è il nome di una rivista di attualità politica che ha sede ad Amburgo, e che aveva realizzato un servizio molto critico sui rapporti fra il mondo politico tedesco e i servizi segreti. La redazione del periodico aveva subito in seguito all'articolo una perquisizione da parte delle forze di polizia e il sequestro dei materiali. Immediato è stato il ricorso alla Corte Costituzionale, e la sentenza è arrivata nel 2007: la Corte discolpava Cicero perchè le informazioni facevano sì parte di un dossier riservato, ma la rivista aveva chiarito che appartenevano all'Ufficio criminale federale e ne era stato spigato il contenuto. Queste motivazioni hanno creato il precedente più importante dei fatti odierni.
L'importanza del dispositivo varato - e evidentemente sostenuto nel mesi passati - dal Governo della Merkel è evidente, ancor di più se si considera un'altra delle sue disposizioni, quella che stabilisce le responsabilità in caso di diffusione di informazioni riservate: da questo momento in poi, infatti, non sarà possibile perseguire penalmente il giornalista o la redazione in caso di divulgazione di notizie riservate, e il focus dell'indagine si sposterà interamente sul responsabile della rivelazione. Il giornalista sarà solamente obbligato a rivelare la fonte delle informazioni, ovviamente su richiesta della magistratura.
In caso di informazioni di proprietà della pubblica amministrazione, inoltre, il funzionario responsabile potrà vedersi comminata dalla legge una pena massima fino a cinque anni di reclusione; questo sposta il baricentro delle responsabilità, perchè – ha, tra l'altro, sentenziato la Corte - non possono essere considerati costituzionali gli atti di perquisizione e sequestro di materiali, quando queste operazioni abbiano come fine quello di individuare le cosiddette "gole profonde".
Ritorna, quindi, anche a livello europeo, il dibattito sul diritto dei media di informare liberamente, e al tavolo siedono la Germania, la Francia e l'Italia; la prima fornisce testimonianza dell'attenzione alla tutela della libertà di informazione, le altre due paiono andare in direzioni completamente opposte, tentando di imporre legacci e vere e proprie catene ai giornalisti e alla libera circolazione delle notizie.
30 agosto 2010
http://www.newnotizie.it/2010/08/26/liberta-di-stampa-in-germania-pubblicabili-notizie-top-secret/
http://www.mtvnews.it/2-news/esteri/germania-la-merkel-rafforza-la-liberta-di-stampa/
http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/26/news/merkel_libert_stampa-6515072/

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