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:: Politica
Monti contro tutti
Liberalizzare l'Italia delle lobby
" style="text-align: left;">di Domenico Camodeca
I taxi non rappresentano il male assoluto dell’Italia e i tassinari, come si dice a Roma, non sono di certo in cima ai pensieri di chi deve alzarsi tutte le mattine per andare a lavorare o per cercarselo, un lavoro. Ma quello della protesta dei tassisti, violenta e incontrollata, contro le cosiddette liberalizzazioni proposte dal governo Monti è un caso emblematico di come sfunzionino le cose nel Belpaese.
Non appena il governo tecnico del professore, sotto il cui cappello si nascondono i vili dirigenti di Pdl, Pd e Terzo Polo, ha avanzato la proposta di cancellare per decreto molti dei privilegi di cui godono certe categorie “professionali”, ecco che il melmoso sottobosco delle lobby paramafiose che si spartiscono il Potere in Italia si è messo subito sul piede di guerra (guarda il video della rivolta dei tassisti http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/taxi-petardi-tensione-roma/184461/ ). È sacrosanto premettere che, comunque, il governo Monti si sta dimostrando in tutto e per tutto quello che temevamo fin dall’inizio: un trust di cervelli posto al servizio dei grandi capitali finanziari italiani e globali, il cui concetto di risanamento dei conti non può per sua natura arrivare a colpire le grandi ricchezze e le inamovibili posizioni di rendita (banche, grandi gruppi, affaristi di ogni risma), limitandosi al contrario a scatenare una guerra tra ceti medi già impoveriti dalla crisi.Detto ciò, bisogna ammettere che le azioni compiute da Monti rappresentano già qualcosa rispetto al nulla berlusconiano, un atto di coraggio da parte del professore, quello di mettersi a muso duro contro tassisti, petrolieri, farmacisti, edicolanti, ma anche, almeno stando alle promesse fatte, contro categorie ritenute quasi caste intoccabili come quelle dei notai, degli avvocati, dei commercialisti e, dulcis in fundo, dei giornalisti (i pochi di loro che sono garantiti ovviamente http://www.corriere.it/cronache/11_dicembre_29/albo-pubblicisti-abolizione_2d28b55a-31fe-11e1-848c-416f55ac0aa7.shtml ). In quest’ultimo caso, la volontà di Monti di eliminare l’albo dei Pubblicisti, consentendo di esercitare la professione giornalistica solo a chi avrà superato un esame di Stato, cozza violentemente col principio stesso di liberalizzazione, secondo il quale dovrebbero essere gli Ordini professionali tout court ad essere eliminati. I soliti giochi di casta dunque, altro che Italia libera da condizionamenti mafiosi di ogni grado.
18 gennaio 2012

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