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Stiamo a guardare, noi europei delle sponde mediterranee, gli avvenimenti politici delle nazioni del nord, con un senso di cambiamento nell'aria. Da qualche giorno, in particolare, ci interroghiamo su cosa ci faccia in Olanda, paese che si è contraddistinto da anni per politiche liberali su molti ambiti, un partito ultraconservatore, anti-islamico e spregiudicatissimo come il Pvv (Partij voor de Vrijheid, Partito per la Libertà) di Geerte Wilders.

Il 35enne biondo platinato più discusso d'Europa si trova in questi giorni al centro dell'attenzione (e di accuse che vanno dalla xenofobia al nazionalismo) anche per via dei risultati ottenuti dalla sua compagine nel corso delle elezioni amministrative tenutesi il 3 marzo scorso: presentati due candidati in appena due municipalità su 394, il Pvv ha ottenuto un risultato assolutamente imprevisto e significativo, imponendosi nella città di Almere con il 21% delle preferenze e direttamente al secondo posto nella capitale L'Aja.

La questione, e l'indignazione di politici e commentatori internazionali, si ancora ai punti programmatici del Pvv: soprattutto sullo spiccato nazionalismo che sconfina nell'euroscetticismo e sull'anti-islamismo convinto, aggressivo e totalmente in controtendenza con le scelte europee di integrazione e politica di mediazione. In quest'ultima prospettiva, in Italia sappiamo bene di cosa si parla: no alla Turchia in Europa, forte limitazione degli ingressi di cittadini provenienti da Paesi a maggioranza islamica, adattamento dei musulmani presenti alle consuetudini locali giudeo-cristiane con l'eliminazione di veli e simboli islamici vari in tutti i luoghi pubblici.

In ambito elettorale, la paura gira tutta attorno alle proiezioni di voto, necessarie nel Paese che il 9 giugno andrà alle urne per le politiche: se lo sviluppo del consenso attorno al Pvv fosse costante nel corso dei mesi a venire, l'appuntamento elettorale si trasformerebbe in un invito all'ingresso in Parlamento per altri 15 uomini di Wilders, che sommati agli attuali 9 porterebbero ad un totale di 24. La cifra è rilevante perchè aprirebbe le porte di un nuovo governo di coalizione in cui Wilders e i suoi dovrebbero stavolta essere necessariamente presi in considerazione. Per via della forza numerica (il parlamento olandese consta di 150 membri)

Un altro particolare che aiuta a inquadrare la tensione olandese è quello della situazione politica, del suo status quo attuale: il Governo è caduto lo scorso 20 febbraio sul filo sottilissimo della questione del rifinanziamento del contingente olandese in Afghanistan, non trovando accordo alcuno a partire dalle posizioni dei componenti cristiano democratici e laburisti; i giochi si riaprono, dunque, ma l'ago della bilancia può essere sbloccato solo dall'ingresso di una nuova forza politica nelle sale decisionali. Quindi alla porta bussa Wilders con il Pvv.

Il di solito pacato e riflessivo Presidente Napolitano è addirittura arrivato utilizzare toni preoccupati, nel corso di una visita a Bruxelles, con un monito di attenzione sui "Partiti che vogliono tornare indietro" nella storia e nella realtà. Tranquillizzando gli intervistastori sul fatto che in Italia non stiano prendendo piede formazioni simili a quelle di Wilders – tanto i nostri panni sporchi ce li sciacquiamo dalle parti di Pontida, ndr – il Capo dello Stato chiede all'Europa maggiore attenzione, su certe derive anacronistiche e potenzialmente pericolose.

E, personalmente, lo chiediamo anche noi.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=91997&sez=HOME_NELMONDO
http://www.ilgiornale.it/esteri/lolanda_svolta_destra_vincono_anti-islam/elezioni-olanda-xenofobia-islam-elezioni/05-03-2010/articolo-id=426806-page=0-comments=1
http://www.ilgiornale.it/esteri/lolanda_e_rischio_solo_perche_vince_luomo_anti-islam/05-03-2010/articolo-id=426932-page=0-comments=1
http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/04/news/napolitano_voto_olanda-2501851/

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Dopo la caduta del Governo lo scorso 20 febbraio, emerge dalle elezioni amministrative il Partito per la Libertà (Pvv) guidato da Geerte Wilders. Le accuse di xenofobia e ultranazionalismo si scontrano con le proiezioni che vedono il Pvv sempre più importante nella scena politica olandese.