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All'Atlantico si festeggiano i 30 anni di carriera della punk rock band californiana

Bad Religion: tra antagonismo e biologia......

La maturazione di un'indole che non muore mai

di Francesco Sorricaro

Il punk può anche essere morto per alcuni ma se si presumesse esserci stata un’evoluzione di quello straordinario movimento di rivolta e cambiamento radicale esploso nella seconda metà degli anni ’70, di certo i Bad Religion di Greg Graffin e Brett Gurewitz ne sarebbero l’emblema vivente. Nati ufficialmente nel 1980 a Los Angeles, in California, hanno attraversato, come band, praticamente tutto il periodo immediatamente successivo ai primi esplosivi anni del punk per viverne da protagonisti ogni successiva mutazione ricevendo, di volta in volta, ovazioni o critiche agguerrite ma comunque anche sempre tanto rispetto sincero. Questo perché i Bad Religion non sono mai stati una realtà banale, fin dagli esordi all’insegna di una maturità lirica ben fuori dal comune che andava anche oltre, a dire il vero, a maestri già affermati come gli stessi Sex Pistols, grazie alla vena ispirata della coppia di principali compositori Graffin/Gurewitz; per non parlare delle loro esibizioni dal vivo: pulpito ideale dal quale si scagliarono costantemente e ferocemente, all’inizio degli anni ’90, contro l’amministrazione americana guidata da George Bush senior, che stava trascinando gli Stati Uniti in quella che fu, alla luce degli ultimi sviluppi, solo la prima Guerra del Golfo.
Nel 2010, questi fieri antagonisti festeggiano niente di meno che 30 anni di carriera: 30 anni in cui hanno composto 14 album, si sono sciolti per ben due volte, sono passati da un’etichetta indie ad una major come la Sony salvo poi tornare felicemente sui propri passi appena scaduto quel contratto, sconfitto dipendenze varie, venduto centinaia di migliaia di copie e, come se non bastasse, hanno saputo in certi casi portare avanti delle carriere parallele di grande successo. Sto parlando, per esempio, del chitarrista Brett Gurewitz, anche conosciuto come il fondatore e proprietario della Epitaph: la storica etichetta indipendente nata quasi per gioco solo per dare un nome ed un logo all’autofinanziamento con cui la sua band poté produrre il disco d’esordio How Could Hell Be Any Worse?, e poi diventata col tempo la più famosa indie nel campo del punk/hardcore con milioni di dischi venduti grazie a band sotto contratto del calibro di The Offspring, NOFX, Rancid e, naturalmente, Bad Religion.
Un capitolo a parte merita la “vita alternativa” del cantante Greg Graffin che, oltre ad aver sempre dimostrato nei suoi discorsi grande saggezza e preparazione nel campo della politica e degli studi sociali, è riuscito a portare avanti negli anni i suoi studi di biologia evolutiva fino a diventare a sua volta insegnante con una cattedra in Scienze della Vita grazie alla quale, giovani universitari californiani, hanno da anni l’insolita possibilità di avere come mentore una punk rock star.
Personaggi di una certa caratura i Bad Religion che però, messi sopra un palco, tornano in un attimo quei 6 ragazzacci che lanciarono il soft-hardcore e che ancora elargiscono montagne di riff sparati al fulmicotone, ritmiche serrate e cori in pieno stile californiano. Sono quelli che l’ultimo disco dal vivo 30 Years Live lo hanno distribuito gratis a tutti i fan che si sono semplicemente iscritti al loro sito internet; e sono quelli che il 13 giugno faranno scalo a Roma, nella cornice dell’Atlantico, per una data imperdibile del loro tour celebrativo che si annuncia caldissima. Energia allo stato puro che verrà sprigionata da brani rimasti nella storia del genere come Germs of Perfection e Suffer, Social Suicide e American Jesus.
Tanti auguri Bad Religion e buon pogo a tutti!

10 giugno 2010

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Il punk può anche essere morto per alcuni ma se si presumesse esserci stata un’evoluzione di quello straordinario movimento di rivolta e cambiamento radicale esploso nella seconda metà degli anni ’70, di certo i Bad Religion di Greg Graffin e Brett Gurewitz ne sarebbero l’emblema vivente.