Hardcore punk da Washington D.C.
Scream: al Forte riecheggiano grida di rivolta!
L'ex band di David Grohl di nuovo insieme e pronta ad infiammare Roma" style="text-align: left;">
di Francesco Sorricaro
Scream: un nome da urlare letteralmente a perdifiato, il monicker di una delle band che ha creato l’hardcore americano, una band che sta per calcare il suolo italiano e, in particolare, gli ampi corridoi del Forte Prenestino di Roma.
Venuti fuori dalle melme maleodoranti della scena underground di Washington D.C., una delle più turbolente e politicizzate di quel periodo, la band formata dai fratelli Stahl ci mise poco a diventare un piccolo cult per chi seguiva anima e corpo quello che stava diventando un vero e proprio movimento. La fiammata del punk aveva già estinto il proprio bagliore fulminante quando, all’inizio degli anni’80: da un lato il mainstream cominciava a colorarsi di suoni sintetizzati, di videoclip e di im
magini artefatte, dall’altro, la scena underground aveva come obiettivo principale l’inasprimento fino all’estremo dei dettami di fine anni’70 come protesta e dimostrazione di sdegno verso un andazzo pericolosamente veicolato verso la finzione e l’edulcorazione del consumismo. Come fare?
La soluzione cui giunsero in molti era fare a gara a chi riuscisse a suonare in maniera più veloce e diretta e gli Scream, in questo, furono maestri. I primi due dischi Still Screaming e This Side Up, e le registrazioni dei loro primi concerti sono un concentrato di pura rabbia e disgusto verso tutto e tutti. Una disapprovazione che era sì sputata in faccia con disprezzo, ma non in uno spirito di puro e semplice disfattismo: ogni testo degli Scream era motivato da argomentazioni valide e politiche e costituiva lo specchio di un’alternativa sotterranea che stava cominciando a nascere in quella zona d’ombra tra piccola borghesia e sottoproletariato industriale della prima America reaganiana.Creativi ed incuranti dei pregiudizi e delle categorizzazioni senza senso, gli Scream non sono mai stati inclini a ripetersi. Nel loro sound hanno mischiato con nonchalance punk, hardcore, heavy metal, reggae e qualche divagazione in certe nuove sonorità indie che avrebbero, di lì a poco, sconvolto di nuovo il mondo della musica. Gli arricchimenti della loro line-up a favore di un secondo chitarrista nel 1984 e fin anche di un tasti
erista, sono la prova tangibile della genuinità di ragazzi che facevano musica con vera passione creativa.
Uno di questi avvicendamenti, tra l’altro, è diventato inaspettatamente uno dei motivi della loro notorietà. Il batterista degli ultimi quattro anni della loro carriera si chiama Dave Grohl, futuro membro dei Nirvana e leader dei Foo Fighters, che li lasciò solo dopo lo scioglimento, nel 1990, per portare tutta la carica della scena di Washington nell’astro nascente del grunge di Seattle. Una grande amicizia quella con Grohl, scaturita in frequenti collaborazioni reciproche, come in occasione dell’ultimissimo EP Live degli Scream, intitolato Complete Control Recording Sessions, registrato presso i suoi studi privati.
Una carriera che finì presto, causa l’onestà di riconoscere l’esaurimento della vena creativa che tanto li aveva contraddistinti. Il recente ricongiungimento della line-up storica, che li porterà a suonare a Roma il prossimo 28 gennaio, è dunque la garanzia di una ritrovata carica antagonista? Dati i tempi, in effetti, se ne sente proprio il bisogno!
23 gennaio 2012

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