Un concerto estivo dei The Cure sotto il cielo di Roma
Il gothic rock nella città eterna
La band britannica salirà sul palco del “Rock in Roma” all'Ippodromo Capannelle il 9 luglio riproponendo i più grandi successi della carriera" style="text-align: left;">
di Sara Rotondi
Roma - Un appuntamento imperdibile targato The Cure. La storica band inglese, capitanata dal carismatico e stralunato vocalist Robert Smith, impreziosisce la locandina di “Rock in Roma” all’Ippodromo Capannelle, l’evento musicale più atteso dell’estate romana. Il gruppo, formato da Robert Smith (voce e chitarra), Simon Gallup (basso), Jason Cooper (batteria) e Roger O’Donne ll (tastiere), calcherà il palco dell’Ippodromo delle Capannelle il 9 luglio, riproponendo al pubblico i grandi successi della oltre trentennale carriera. Gli ultimi show risalgono al 2011 al “Bestival” all'Isola di Wight, con oltre 30 brani in scaletta, e al Royal Albert Hall a Londra, tour intitolato “Reflection”, nel quale la band ha suonato per intero dal vivo i primi lavori della propria carriera, “Three Imaginary Boys” album di debutto del 1979, “Seventeen Seconds” e “Faith”. Un ritorno atteso nella Capitale (dopo la performance del 2004 tenutasi al Colosseo al MTV Live in Rome) che si preannuncia come uno degli eventi clou dell’estate capitolina. Nella tappa romana infatti, la band proporrà ai fan una maratona di quasi tre ore. La scaletta prevede canzoni tratte dai 14 album di inediti della loro carriera, incluse quelle che fanno parte del famoso e toccante “Wish”, del quale quest’anno ricorre il ventennale.

Un gruppo cult degli anni Ottanta, che ha vissuto tutte le metamorfosi della scena new wave, con brani memorabili quali “Close to Me”, “Boys Don't Cry” e “Lullaby”. Un suono magnetico e magico, melodie dolci e inquietanti allo stesso tempo, musiche leggere e cupe che unite a quell’immagine triste e decadente fanno del gruppo un caso unico nel panorama della storia del rock. La critica musicale li ha inclusi nelle categorie del gothic rock e della darkwave a causa della loro immagine mesta e decadente (specialmente nei primi anni Ottanta all’apice della celebrità, alimentata grazie al long playing “Pornography”, elevato come capolavoro del genere). Ma la band britannica è sempre stata troppo schiva per essere catalogata. Etichette queste, smentite dallo stesso leader dei The Cure Robert Smith: “Noi non siamo categorizzabili. Suppongo che all’epoca del nostro esordio fossimo post punk, ma complessivamente non è una definizione possibile. Come puoi descrivere una band che ha fatto uscire un album come “Pornography” e anche "Greatest Hits", dove ogni canzone è stata nella Top Ten in tutto il mondo? Io suono solo la musica dei Cure, qualsiasi essa sia”.

Oltre ai The Cure, il Festival ospiterà un cast d’eccezione per questa edizione 2012: in agenda anche i Radiohead (30 giugno), Lenny Kravitz (17 luglio) e i Deep Purple (25 luglio). Nel frattempo è scattata la caccia al prezioso tagliando, disponibile nei punti vendita Ticketone e da ieri nei circuiti di prevendita ufficiali del "Rock in Roma" Festival. Iniziato il countdown, non resta che aspettare.
24 gennaio 2012

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