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Continui flash ingabbiati in una mente sofferente

Iron Lady: una signora d'acciaio

Un passato che viene rivissuto con nostalgia e dolore a causa di una malattia incalzante

di Michela Gabrielli

  Iron Lady: dama d’acciaio. Una donna che ha dato tanto al mondo, ma ora, a quasi ottantanni, è colpita dall’Alzheimer che rende la sua vita un rincorrersi di ricordi. Margaret Roberts (questo il suo nome da ragazza), era figlia di un droghiere, ma dotata di una forza di volontà e intelligenza fuori dal comune, tanto da farle vincere una borsa di studi a Oxford, che la porterà a lasciare casa e cambiare vita. Nel film ci si trova negli anni cinquanta e la Gran Bretagna accetta una donna al governo solo se sposata. Il che già costituisce un pregiudizio. La giovane Margaret incontra un collega del quale si innamora subito, lo sposa e questi diventerà l’uomo che l’appoggerà in tutte le sue battaglie in un’Inghilterra che è già essa d’acciaio.
 

L’amore di patria le procurerà la spinta al potere politico. La interpreta una Meryl Streep, decisamente da premio Oscar come la regia di Phyllida Lloyd, la sceneggiatura di Abi Morgan e la fotografia di Elliott Davis. Tutti questi elementi rendono il lavoro apprezzabile e degno del tema: la malattia dell' Alzheimer,  una patologia che inquieta chiunque quando colpisce, ma soprattutto chi ha avuto nel mondo un ruolo così importante. I tratti di storia riportati sono molto ben rivisitati nello stile, che trasporta con realistici flashback in un’epoca piena di sordido terrorismo (il quale fece pagare anche alla Tatcher le conseguenze). L’eccezionale bravura della Streep fa apprezzare pienamente la mutevolezza delle espressioni del volto.          

Risoluta in Parlamento o nei discorsi pubblici, quando rivede il marito Dennis nelle allucinazioni, ne sente la voce il suo sguardo appare carico di dolcezza. Lo spettatore rimane quasi spiazzato da questi tratti di passato che riaffiorano in tutto il film. L’impressione che si ha è comunque quella di aver narrato un particolare malato di Alzheimer che però, in tutte le sue vicissitudini, mostra una persona che vive normalmente, che svolge una vita semplice senza i tanti privilegi, dei quali, in genere, beneficia un ex primo ministro. Il continuo alternarsi di passato e presente sta per straniare lo spettatore, rendendolo però capace di comprendere come a un malato sia quasi impossibile pensare al futuro. 

30 gennaio 2012  

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Frammenti di ricordi che colpiscono una mente ammalata, ravvivando un presente ma senza futuro.