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Il senso di calore umano del Meridione lascia il segno

Benvenuti al Nord, ma non senza il Sud

Due caratteri diversi si scoprono simili nei sentimenti e nelle aspirazioni

di Michela Gabrielli

Si deve essere spregiudicatamente sinceri: il “benvenuti” è sempre al Sud. È, infondo, il Sud che fa l’Italia unita, nonostante i ritmi e gli stili di vita tanto diversi fra loro. In questo film,uscito nelle sale di Roma il 18 gennaio,si apprezza la mano di due maschere, Bisio e Siani che dimostrano di essere le vere colonne portanti che reggono tutta la pellicola. Ma siamo sicuri che tocchi ricominciare dal Sud? E se dovessimo ricominciare dalla parola amore, invece? È proprio questo che ci comunica l’autore: è l’amore dei rispettivi personaggi per le loro mogli,che unisce Alberto e Mattia nell’amicizia. È l’amicizia, e sono tutte le situazioni difficili che devono portare avanti i due uomini, che rafforzano i loro sentimenti, e danno loro la spinta giusta per non arrendersi di fronte alle tante difficoltà che, giornalmente, si trovano a dovere affrontare.


Un prodotto di qualità che compone tutta la trama che, forse, è meno appassionante della prima , ma umanamente più bella. L’uno (Alberto) alle prese con una continua smania di fare e rifare, mentre l’altro (Mattia) con la propria famiglia che lo sollecita a non accontentarsi di quel poco che il lavoro gli dà, ma lo spinge ad avere aspirazioni maggiori, per non apparire “un mezzo uomo”… Guardando il Sud, con il suo cuore, questo Nord è un po’ anestetizzato, fatto di gruppi che si creano senza anima, fatto di pezzi di vita convulsa, atta a raggiungere tempi record nello svolgimento del proprio lavoro, quasi da guinness dei primati; così come nei rapporti umani fra colleghi che non riescono a trovare del tempo, al di fuori del lavoro, tanto la loro agenda è scandita da appuntamenti e impegni vari. Tutto ha inizio nello scenario di un modesto ufficio delle Poste Italiane, a Castellabate, in Campania, da dove Alberto era stato trasferito tempo prima e dove Mattia lavora part- time contento di avere, così, più tempo da dedicare a moglie e figlio. Ma la compagna è stanca di condividere una modesta casa con la suocera decisamente matriarcale e lo spinge a chiedere trasferimento al Nord, se vuole continuare a passare la vita insieme e costruire una famiglia autonoma. A sua insaputa, due fedeli amici chiedono il suo trasferimento a Milano, raccomandando ad Alberto di appoggiarlo; questo avviene e Mattia lo accoglie con grande stupore e smarrimento, ignaro che altri lo abbiano chiesto per lui. Ma l’amore per la sua Maria, (Valentina Lodovini ) gli fa accettare l’incarico e con la sua modesta Panda, carica di bagagli, parte per il Nord.  L’arrivo a Milano di Mattia, carico com’è, ricorda la celebre gag di Totò e Peppino, (ormai una pietra miliare della storia del cinema) e qui Alessandro Siani, in alcune espressioni del volto, pause nel dialogo e sguardo smarrito, ricorda il compianto, superlativo Massimo Troisi. Trova Alberto in seria crisi con la sua Silvia (Angela Finocchiaro) che non voleva rinunciare ai weekend in montagna e ad altro, ma deve, quasi costretto dal direttore generale delle Poste (Paolo Rossi), ad accettare turni massacranti di lavoro, per far partire a tempo di record un progetto molto ambizioso. Lei lo lascia, portando con sè il bambino e da questo momento in poi, i due amici condividono tutto, fino a far rovesciare i ruoli. Alberto da iperattivo diventa depresso e Mattia, suo malgrado, si trasforma al punto da stupire tutti; e si preferisce non svelare altro perché il lavoro merita di esser visto. Si può dire che il calore del Sud contagia anche il Nord?

23 gennaio 2012
 

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Stessi intenti di sentimenti, uniscono due amici che affrontano insieme ogni sorta di difficoltà, superandole brillantemente, ma non senza lottare.