La moda abbraccia la storia a Palazzo Altemps
Eroine dello stile Made in Italy
Le grandi donne del Risorgimento vestono gli abiti delle più importanti maison italiane nell’ambito della mostra “Eroine di Stile”" style="text-align: left;">
di Maria Flavia Vecchio
Ancora pochi giorni per poter visitare, nella magnifica cornice di Palazzo Altemps a Roma, la mostra Eroine di stile. La moda italiana veste il Risorgimento. L'esposizione, infatti, inaugurata a Novembre 2011, resterà aperta al pubblico fino al 5 Febbraio, prorogata grazie alla grande affluenza di pubblico e all’impatto mediatico che ha riscosso. La mostra, curata da Stefano Dominella, si caratterizza per i suoi numeri: 35000 le presenze registrate (alcune delle quali eccellenti, tra gli altri: Clio Napolitano, Edwige Fenech, Virna Lisi, Mariangela Melato); 30 gli stilisti e le case di moda che hanno vestito le eroine risorgimentali con ben 79 abiti in totale esposti all’interno del Palazzo Altemps; 21 le fotografie realizzate da Paolo Belletti che compongono il percorso fotografico dedicato ai monumenti italiani raffiguranti alcune delle Eroine protagoniste del risorgimento italiano; 4 sono, invece, i busti realizzati dallo scultore Federico Paris che riproducono Anita Garibaldi, Cristina Trivulzio di Belgioioso, la Contessa di Castiglione e Maria Martini della Torre, a cui l’artista ha voluto imprimere il suo tocco con schizzi dai colori forti, rossi o neri; infine, 30 i minuti del video proiettato all’ingresso della mostra, in cui intervengono il curatore della mostra ma anche personaggi femminili odierni di grande rilievo: Cinzia Malvini (giornalista di moda e costume de La7), Bruna Bertolo (storica del Rinascimento) Polimnia Attolico Trivulzio (discendente della Trivulzio di Belgioioso), accompagnate da immagini di film storici come Senso di Visconti e Noi credevamo di Martone.
Una mostra fatta non solo di numeri ma anche di sensazioni. Ideali di ieri che rivivono grazie alla moda di oggi: un’idea alquanto singolare quella di studiare lo stile delle eroine
risorgimentali per poi riproporne le figure vestite con abiti che meglio ne rappresentino l’indole, firmati dai più grandi stilisti degli ultimi sessant’anni. Sono regine, religiose, salottiere e attrici ma anche brigantesse, giardiniere e popolane: donne che in un modo o nell’altro hanno messo i propri mezzi a disposizione di un ideale, quello unitario, anche a costo della vita. Anita Garibaldi veste di rosso con un abito della collezione Autunno-Inverno 2011/2012 di Laura Biagiotti; le sovrane Maria Sofia delle Due Sicilie e Maria Clotilde di Savoia vestono abiti scuri della collezione Autunno-Inverno ‘86/’87 di Fendi; le combattenti vestono abiti mascolini, come quello di Antonietta de Pace firmato da Moschino; Valentino veste di coralli la salottiera Olimpia Rossi Savio; Cristina Trivulzio di Belgoioso un fiero abito nero Ferrè; Gattinoni veste le giardiniere con abiti del ’93 che richiamano il vigore maschile; i colori della bandiera dell’Italia, invece, cingono le figure delle attrici Adelaide Ristori e Carlotta Marchionni, entrambe con abiti di Maurizio Galante.
La storia (maschilista) le ha spesso messe in secondo piano rispetto ai grandi uomini del Risorgimento. Dominella, mosso da un’idea vincente, decidendo di puntare su di loro ha scelto di puntare su tutte le donne contemporanee, piccole e grandi eroine della quotidianità. Le donne dei nostri tempi lottano ancora. Oggi, però, si battono per l’emancipazione personale, per sé stesse e per la propria famiglia. Chissà se ci saranno mai più grandi ideali per cui varrà ancora la pena di combattere…
2 febbraio 2012

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