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"Hesher sfugge a qualsiasi definizione"

Hesher è stato qui! Il metal può salvare la vita

"È un folle. È qualcosa a metà tra un punk e un metallaro"

di Riccardo Melito

Esce oggi nelle sale italiane Hesher è stato qui!, pellicola acclamata all’edizione 2010 del Sundance Film Festival. Il giovane T.J., nel pieno della sua adolescenza perde la madre, e rimane solo con un padre incapace di metabolizzare il lutto e una nonna affettuosa, vero angelo, ma troppo anziana per capirlo. Questo desolante scenario fatto di noia e depressione, lo spinge a chiudersi nell’impossibilità di superare l’evento traumatico. T.J. che subisce le angherie del bullo del quartiere senza voler reagire, è il riflesso dell’inazione di un padre che passa le sue giornate sul divano ad affogare il dolore con il cocktail più letale mai creato dall’uomo: psicofarmaci e televisione. Nel pieno di questa crisi subentra tanto casualmente quanto prepotentemente, a suon di detonazioni, un metallaro spiantato e sincero, Hesher. Sfrontato e antisociale, con il suo comportamento fa emergere i problemi familiari e fornisce una motivazione ai due per andare avanti .


Diretto dall’esordiente Spencer Susser, affermato regista di spot pubblicitari, video musicali e cortometraggi, è interpretato da Joseph Gordon-Levitt (Hesher), lo ricordiamo in Mysterious Skin di Gregg Araki, e Inception di Christopher Nolan, Devin Brochu (T.J.), giovane talento protagonista de Nella valle di Elah al fianco di Tommy Lee Jones, Natalie Portman (Nicole), che non ha bisogno di presentazioni e che veste questa volta anche i panni del produttore, e Rainn Wilson (Paul Forney il padre di T.J.), noto soprattutto per il ruolo di impresario nella famosa serie Six Feet Under, ma anche affermato teatrante e attore in film del calibro di Almost Famous, Full Frontal e La casa dei 1000 corpi di Rob Zombie. Accanto a loro pochi altri personaggi, come si confà a una produzione a basso budget, dove spiccano Piper Laurie (la nonna), che vanta una carriera notevole, due candidature agli Oscar, una per Carrie lo sguardo di Satana e l’altra per Figli di un dio minore e un Golden Globe per Twin Peaks, e il giovane Brendan Hill (Dustin).


In questa giungla d’asfalto, di precarietà, di multe e televisione via cavo, l’amore è rappresentato da una nonna sballata e da Nicole, un’ingenua ma coraggiosa commessa. Si profila uno scenario dove morte e sofferenza sono elementi sempre sottesi, l’unica soluzione sta nello sfidarli costantemente. Arrivare con l’ironia al limite dell’ipocrisia per far saltare i meccanismi vuoti e malati di questa società. Piuttosto che essere quello che morde l’igienizzante dell’orinatoio, è preferibile appiccare le fiamme all’auto del vostro nemico, magari al suono dell’assolo di basso di (Anesthesia) Pulling Teeth di Cliff Burton (mitico componente dei Metallica, deceduto in un incidente), a cui si è ispirato Gordon-Levitt per la sua interpretazione. Susser confeziona un’ottima opera, costantemente in bilico tra commedia e tragedia, una “storia di formazione dark, divertente e brutale”, la fotografia di Morgan Pierre Susser e la colonna sonora, composta da canzoni dei Metallica e dei Motörhead fanno il resto. Consigliamo la visione in lingua originale.

3 febbraio 2012
 

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Dai metallari si può imparare molto. Magari non le buone maniere, ma di certo il significato dell'amicizia e una ragione per vivere.