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Il maestro del cinema contemporaneo si cimenta con il 3D e tributa un omaggio alla macchina dei sogni

Hugo Cabret, Scorsese scopre il 3D

Forse è per questo che i meccanismi rotti non mi rendono triste, non hanno più uno scopo

di Riccardo Melito

Esce domani Hugo Cabret, ultima opera del guru della cinepresa Martin Scorsese. Tratto dal libro illustrato La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick, noto autore di libri per l’infanzia, il film si avvale di un ottimo cast. Oltre ai protagonisti, Asa Butterfield, giovane attore de Il ragazzo con il pigiama a righe, nella parte di Hugo e Chloë Grace Moretz, già mitica Hit-girl di Kick Ass, nella parte di Isabelle, ci sono: il pluripremiato Ben Kingsley, nei panni di Papà Georges; Helen McCrory, apprezzata attrice teatrale, è Mamma Jeanne; Sacha Baron Cohen, il famosissimo Borat, nel ruolo tragicomico dell’ispettore ferroviario. Rispetto ai protagonisti, ancor di più sono i comprimari a impreziosire la pellicola: Jude Law, che interpreta il padre di Hugo; Ray Winstone, l’alcolizzato zio Claude, già in Quadrophenia, Lady Bird, Lady Bird di Ken Loach, Niente per Bocca e 13 di Géla Babluani; il bravo Michael Stuhlbarg, altro teatrante, protagonista de A serious man dei Coen, qui è lo studioso di cinema Rene Tabart; e la fulgida stella della cinematografia inglese Christopher Lee, nei panni di un superlativo librario, Monsieur Labisse. Il cast tecnico non è da meno. Scorsese si è avvalso di professionisti come: lo sceneggiatore John Logan; il produttore Graham King; il pluripremiato direttore della fotografia Robert Richardson (Casinò, JFK, Natural Born Killers, The Aviator, Kill Bill, Inglourious Basterds, George Harrison: Living in the material world); Dante Ferretti, già scenografo con Pasolini e Fellini; Sandy Powell come costumista; il geniale Howard Shore - apprezzato collaboratore di Cronenberg e Ornette Coleman - per le musiche e Johnny Depp nei panni di produttore.


La storia, dalle forti tinte dickensiane, racconta le avventure del giovane Hugo Cabret, orfanello della Parigi degli anni ’30, che vive all’interno della stazione ferroviaria di Gare Montparnasse, alle prese con un segreto che riguarda suo padre e la sua misteriosa morte. In seguito ad alcune peripezie Hugo farà la conoscenza dei personaggi che lavorano nella stazione: la fioraia Lisette; il libraio Monsieur Labisse; il giornalaio Signor Frick; la proprietaria del Caffè, Emilie; il reazionario ispettore ferroviario e l’enigmatico giocattolaio Papà George. Sarà proprio grazie alla figliastra di quest’ultimo, la bella e coetanea Isabelle, che Hugo comincerà a far luce sul segreto che avvolge suo padre e al contempo sulla storia misteriosa dello stesso Papà George. Attraverso una serie di emozionanti inseguimenti e colpi di scena il ragazzino dalle mille risorse, progenitore di MacGyver, crescerà e si aprirà al mondo, fino alla rosea conclusione che lo porterà a trovare un nuovo luogo caldo e affettuoso, in grado di accoglierlo, da chiamare casa.


Scorsese si cimenta per la prima volta con la tecnologia 3D, come un bambino con un nuovo giocattolo, e ciò che ne esce fuori è una pellicola magistralmente orchestrata, perfetta in ogni sua parte, ma forse un po’ fredda, con poco cuore. Si ha la sensazione di ammirare un impeccabile esercizio stilistico. Quello che il cineasta realizza è un tributo alla “macchina dei sogni”, ai suoi esordi e a uno dei suoi più geniali pionieri: Georges Méliès, autore dell’incredibile Viaggio sulla luna del 1902. Non è un caso che Scorsese abbia usato una tecnica nuova e coinvolgente come il 3D, per realizzare il suo omaggio. L’intento è chiaro: tentare di ricreare la magia suscitata dalle prime proiezioni cinematografiche, quando gli spettatori fuggivano dalla sala vedendo arrivare sullo schermo un treno a tutta velocità. Méliès fu un vero mago nell’evocare la meraviglia, a lui si deve l’invenzione della maggior parte degli effetti speciali contemporanei e le prime sperimentazioni con il montaggio, nelle sue pellicole (oltre 500) si trovano gli antenati dei moderni effetti digitali. Hugo Cabret è quindi un film che appassionerà tutti, ma piacerà soprattutto ai bambini e ai cinefili, zeppo com’è di citazioni e fantasia.

2 Febbraio 2012
 

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Esce domani venerdì 3 gennaio nelle sale italiane, l'ultimo lavoro di Martin Scorsese, Hugo Cabret, omaggio in 3D al cinema degli esordi per giovani e adulti