Tratto dal romanzo della giornalista palestinese Rula Jebreal
Miral, nuovo film del regista de Lo scafandro e la farfalla
Con Freida Pinto, Willem Dafoe e Vanessa Redgrave" style="text-align: left;">
di Eva Barros Campelli
«Miral è un fiore rosso che cresce ai lati della strada. Probabilmente ne avrete visti milioni.»
Pochi argomenti continuato a suscitare così tanto interesse, fervore e indignazione quanto quelli inerenti al conflitto israelo-palestinese, ein tal contesto solamente una misera manciata di film ha, almeno sino ad oggi, veramente osato affrontare questo tema. Tuttavia, con Miral, Julian Schnabel affronta questa difficile tematica attraverso una dimensione finalmente umana, utilizzando come sfondo della storia un conflitto durato oltre mezzo secolo per raccontare le esistenze, abilmente intrecciate, di quattro donne che nella loro vita hanno visto alternarsi disperazione e coraggio, noncuranza e altruismo, dolore e saggezza, paura e amore, tentando al medesimo tempo di sopravvivere, di confrontarsi con e di riparare un mondo oramai in frantumi.
Il film, che sarà in concorso al Festival di Venezia 2010 e vede la partecipazione della bellissima attrice Freida Pinto (The Millionaire) assieme ai più veterani Willem Dafoe e Vanessa Redgrave, è ambientato nel periodo che va dal 1948 al 1994. Le quattro storie in esso contenute tracciano i contorni della genesi dello stato di Israele: dalla fine della sanguinosa, prima Intifada, sino ad arrivare alla fugace speranza andatasi ad accendere grazie agli Accordi di Oslo. Il tutto, raccontato attraverso il punto di vista, profondamente personale, di una giovane e ingenua ragazza palestinese.
Sono trascorsi trent’anni da quando, nel 1978, una bambina di soli sette anni giunge all’Istituto in seguito alla morte di sua madre. Si tratta di Miral, che crescerà tra le mura protettrici dello stesso Istituto, completamente ignara delle problematiche che, nel frattempo, persistono nell’infiammare il suo Paese. Quando compie diciassette anni, all’apice della resistenza dell’Intifada, le viene affidato il compito di lavorare come insegnante in un campo profughi; lì, Miral fa esperienza dell’odio, della frustrazione e della guerra che sembrano essere un antico retaggio della sua stessa famiglia. Miral si innamora del fervente attivista politico, Hani (Omar Metwally), ritrovandosi così a dover affrontare un devastante quanto familiare conflitto interiore: dovrà scegliere se combattere come hanno fatto quelli prima di lei, o seguire gli insegnamenti di Mama Hind, secondo la quale l’istruzione è l’unica, vera strada per ritrovare la pace.

Miral è il quinto film diretto da Schnabel, uno dei più amati pittori americani viventi, dopo i pluripremiati Basquiat, Prima che sia notte (la celebre biografia dello scrittore cubano Reinaldo Arenas, per cui Javier Bardem ha ricevuto le nomination agli Academy Award e ai Golden Globe), e l’indimenticabile Lo scafandro e la farfalla, la storia plurinominata agli Oscar del trionfo spirituale di uno scrittore rimasto paralizzato. Schnabel ha iniziato ad interessarsi alla storia di Miral solo dopo aver letto lo splendido libro scritto da Rula Jebreal, l’acclamata giornalista palestinese che viveva e lavorava in Italia. Il regista sentiva la necessità di raccontare questa storia che nessuno conosceva, per dare al manoscritto la sua meritata voce cinematografica.
In Italia, il film uscirà il prossimo venerdì 3 settembre.
2 settembre 2010

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