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Crisi esistenziali in una famiglia allo specchio

Al Cinema La strategia degli affetti: cuore di padre

Amaro epilogo di irrisolti problemi tra padre e figlio

di Michela Gabrielli

La strategia degli affetti, il nuovo film di Dodo Fiori narra di una famiglia accecata dagli interessi economici più che da quelli affettivi, in cui si sviluppa un dramma esistenziale, dapprima tramite il rapporto tra padre e figlio e poi per mezzo di un’amicizia rovinata da uni stupro finale nei confronti di un’adolescente.
La storia inizia con l’incontro di due vecchi amici: un architetto e un barista che anni prima aveva coperto quest’ultimo da una condanna penale e aveva scontato, al suo posto, tre anni di carcere. Il caso vuole che il barista: Diego Russo, abbia un incidente, e, per un mese, resti in ospedale. Così, l’architetto si offrirà di ospitare a casa sua l’unica figlia dell’amico. La ragazza fa amicizia con il giovane Matteo, figlio di Paolo, ma, per un motivo o per un altro, è continuamente contesa dai gemelli, cugini del ragazzo che hanno rapporti sessuali con lei. Ciò crea gelosia nel rampollo della famiglia che, peraltro, non riesce mai a farsi rispettare e consuma un rapporto “malato” con la madre a cui si ribella per poco tempo, grazie all’amore provato per la ragazza.

Il rapporto anche tra padre e figlio è in crisi, ma si rinsalderà proprio quando, il giorno stesso in cui la giovane lascerà la casa, egli la prenderà con la forza per “pareggiare i conti” coi cugini, e per farsi, finalmente, rispettare.
Il padre sarà ormai fiero del figlio, ma non si sa proprio quanto questi sarà fiero di ciò che ha fatto.
A sentire l’attrice Marta Iacopini, probabilmente, proprio per la maturità dei due attori: Nina Torresi e Davide Nebbia, già adulti a suo dire, la conoscenza degli adolescenti non avrebbe aiutato affatto la sua recitazione, poiché sono stati proprio i due ragazzi a favorirne l’interpretazione; attori che peraltro, aveva già avuto modo di frequentare in passato. Lei stessa dichiara di aver già lavorato col regista: Dodo Fiori in Il silenzio attorno. “Sia Nina che Davide sono due veri adulti!” dichiara, e ne parla con molto affetto.
Buona l’interpretazione di Paolo Sassanelli, attore già noto al piccolo schermo, e dell’amico Diego che esprime con efficacia il ruolo del vinto in un film dove il suo personaggio molto restituisce alla pellicola. Efficienti sia la Torresi che la Iacopini le quali ricoprono ruoli difficili e sentiti; la Iacopini in particolare ben ricalca la parte della mamma ansiosa e superprotettiva, travalicando il senso del film, e aggiungendo alla rosa delle strategie affettive, anche la sua con il figlio, facendola diventare fondamentale quanto quella tra il padre e Matteo e tra i due fratelli Paolo e Mario, figli dell’ottantaquattrenne costruttore edilizio, capostipite della famiglia.
La recitazione di Nebbia ricorda quella del giovane “figlio più piccolo” che ha lavorato assieme a Christian De Sica nel film di Pupi Avati.
Entrambi hanno la stazza del fisico e lo spirito degli innocenti e disincantati ragazzi, lontani dalle aspettative dei propri genitori che sembrano, poi, quasi rinnegare.

E è proprio un continuo rifiutare il ruolo assegnatogli dalla società e dal “costume” che sviluppa il film nella persona di Matteo, ragazzo, per quanto in crisi, certo e convinto di voler spezzare la catena, più che degli affetti, degli interessi creata da padre e zio in continua lotta, tanto da risultare protagonisti della stessa strategia affettiva presente nel film.
Quello che colpisce anche dopo le poche parole scambiate con la Iacopini, è il forte, saldo legame esistente tra tutti i componenti del cast.
Altro tassello da aggiungere a un certo successo del cinema italiano che ha visto il film, tra l’altro, vincere già vari premi.

E così che confermiamo come gli attori nostrani possano partecipare a un cinema di certo di qualità.

2 settembre 2010

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In una famiglia accecata dagli interessi economici più che da quelli affettivi, si sviluppa un dramma esistenziale, dapprima tramite il rapporto tra padre e figlio e poi per mezzo di un’amicizia rovinata da uni stupro finale nei confronti di un’adolescente.