Calcio. Il punto sulla zona retrocessione
Cesena, Lecce e Novara: una salvezza per tre
Le ultime tre in classifica dimostrano di volerci credere ancora. Inquinta, Bojinov e Mondonico le chiavi per risalire. Forse non tutto è perduto" style="text-align: left;">
di Marco Tiberti
Se Cesena, Lecce e Novara volessero ispirarsi a un film probabilmente dovrebbero prendere spunto da John McClane, il leggendario poliziotto di “Die Hard”, interpretato magistralmente da Bruce Willis. A voler essere più cattivi qualcuno potrebbe invece suggerire una serata con Tom Cruise e le sue “Mission Impossible”, che tutto sommato rispecchiano meglio quello che dovranno compiere queste tre squadre per provare a risalire la classifica e centrare l'obiettivo salvezza. Eppure ci stanno provando. Le ultime tre del campionato hanno smosso le acque dolci durante il mercato invernale, cercando di dare una scossa ad ambienti ormai dimessi ed orientati a una precoce quanto mesta uscita di scena.
Il Novara ha deciso di sostituire Attilio Tesser e affidarsi a Emiliano Mondonico, attirando l'ira della tifoseria, affezionata all'allenatore del ritorno nella massima serie dopo 55 anni di assenza. Ma il Mondo non è certo l'ultimo arrivato. Mondonico ha scritto pagine importanti del nostro calcio, sà di pallone come pochi in serie A e conosce i nervi giusti per stimolare a dovere i suoi nuovi seguaci. Lo ha dimostrato da subito con una lettera aperta ai suoi nuovi tifosi, proprio per sottolineare che la passione, il calore e la volontà della gente possono fare la differenza. E sarà il caso di crederci se lo dice uno che solo un anno fa si vedeva costretto a lasciare la panchina dell'Albinoleffe per via di un tumore all'addome e oggi può raccontare con soddisfazione di aver vinto la propria personale battaglia. Il Novara ha acquistato anche due uomini di campo, Caracciolo e Mascara, che comunque non sono bastati ad evitare la prima sconfitta del post Tesser contro il Chievo.
Il Lecce ha già dimostrato di esserci ancora grazie
all'ottima lena di Di Michele e di qualche giovane di talento dal sicuro avvenire come Cuadrado e Muriel, ma ha voluto comunque rinforzare la rosa su richiesta di Cosmi. Blasi, Bojinov e Delvecchio torneranno sicuramente utili alla causa se sapranno inserirsi nel contesto senza cercare protagonismi o rilanci di carriera improbabili, ma pensando piuttosto all'obiettivo del gruppo. Infine, il Cesena. La squadra allenata da Arrigoni risulta essere un grande enigma fin dall'inizio dell'anno. Sulla carta il cavalluccio marino può contare su giocatori di ottima qualità, su tutti Adrian Mutu e Marco Parolo, uniti ad altri esperti quali Antonioli, Comotto, Colucci e Guana, eppure la classifica è deficitaria, quasi a voler rimarcare il fatto che non si possono costruire squadre con le figurine. La politica societaria si è riconfermata anche durante il mercato di gennaio, con
l'arrivo di Simone Del Nero (un ex giocatore), Vincenzo Iaquinta (rotto da due anni) e Mario Santana (riserva ovunque è andato). Al di là di ogni ragionamento, la corsa di Cesena, Lecce e Novara è tutta in salita e al momento è prematuro individuare la squadra sulla quale poter provare a fare la corsa. Se escludiamo Atalanta e Siena, che sembrano poter sostenere in scioltezza i ritmi frenetici della zona salvezza, le meno attrezzate nel lungo periodo sembrano essere le due emiliane, Parma e Bologna. Al campo, come sempre, l'ardua sentenza.
04 febbraio 2012

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