L’atalantino ha chiesto di essere ascoltato dal procuratore
Masiello va dai giudici e l’inchiesta si allarga
Sono 41 i nomi aggiunti al registro degli indagati." style="text-align: left;">
di giuseppe procida
Ha deciso di parlare, di liberarsi da un peso che lo opprime dal maggio scorso, dalla partita Palermo-Bari, finita 2 a 1 per i siciliani ma che secondo gli accordi sarebbe dovuta terminare con un bel 3 a 1. Se non fosse stato per Miccoli che sbagliò il rigore a pochi minuti dalla fine, il colpo sarebbe stato messo a segno. A ricostruire i fatti è Andrea Masiello, quest’anno in forza all’Atalanta, che ha chiesto e ottenuto dai pm di Cremona di essere ascoltato. Oltre due ore di interrogatorio e documenti secretati. Ha voluto chiarire la sua posizione, Masiello, dopo che il suo nome era stato tirato in ballo dall’unico uomo che parla di questa vicenda, Carlo Gervasoni che si sta dimostrando prodigo di rivelazioni.
La ricompensa promessa dagli “Zingari” sarebbe stata di 80.000 euro a giocatore, e oltre
al toscano sarebbero stati coinvolti nella combine, sempre secondo Gervasoni, anche Daniele Padelli (ora all’Udinese), Simone Bentivoglio (ora alla Samp), Alessandro Parisi (ora al Toro) e Marco Rossi (oggi al Cesena). Masiello si è detto estraneo all’accordo ma di esserne a conoscenza; e questo dovrebbe forse scagionarlo? Si spera proprio di no. Qualora fossero confermate le accuse il giocatore andrebbe allontanato dai campi di calcio con una condanna esemplare; se sai ma non denunci vuol dire che sei complice. Complice di un sistema che ha ingannato milioni di tifosi che ora meritano di avere un calcio ripulito da questi truffatori. Che Masiello lo andasse a dire ai tifosi baresi che sapeva dell’accordo! Che andasse a dirlo a chi nella salvezza del Bari ci sperava davvero. E quella di Palermo, tra l’altro, non sarebbe l’unica gara truccata. Pare che gli investigatori stiano esaminando almeno 8 partite del Bari.
L’inchiesta intanto si espande, altre 41 persone sono state iscritte al registro degli indagati del procuratore Di Martino. Filippo Carobbio, altro nome centrale della vicenda, pare confermare quanto già detto da Gervasoni. Sembrerebbe che anche altre partite di A siano all’attenzione degli inquirenti. Dopo il coinvolgimento della Lazio (Gervasoni ha fatto il nome di Mauri), dell’Atalanta con Doni, di Bologna e Genoa, adesso l’attenzione sarebbe concentrata sul Chievo. Secondo indiscrezioni lo stesso Pellissier e i fratelli Cossato sarebbero sotto inchiesta, in particolare per la partita Napoli-Chievo del maggio 2010, persa dai veneti per 3 a 0.
Insomma lo scandalo scommesse sembra allargarsi a macchia d’olio. Finalmente i protagonisti cominciano a parlare e nei prossimi mesi ne potremo vedere delle belle. Riuscirà il calcio italiano a superare questo ennesimo tsunami? Se si accerteranno fatti e responsabilità in maniera esaustiva, senza precipitarsi a fare processi sommari (gli errori di Calciopoli sono ancora evidenti), se tutti contribuiranno a smascherare il sistema, allora forse riusciremo ancora una volta a perdonare questo sport.
21 gennaio 2012

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