Serie A ventesima giornata
Ibrahimovic e Sneijder, i due volti di Milano
Lo svedese trascina il Milan contro il Cagliari, l’olandese affonda con l’Inter a Lecce" style="text-align: left;">
di cristian policella
La soluzione e il problema. Questa potrebbe essere la sintesi perfetta per descrivere la stagione di due fuoriclasse come Ibrahimovic e Sneijder. Da una parte lo svedese, il perno fondamentale del Milan di Allegri, che da lui non può prescindere: Ibra segna, fa segnare
ed è il punto di riferimento di ogni manovra d’attacco dei rossoneri. Quando non gira lui, per il Milan è notte fonda. Ibrahimovic è la soluzione, e lo ha dimostrato anche nel posticipo con il Cagliari, sbloccando il risultato con una punizione magistrale e fornendo a Nocerino l’assist per il 2-0. Dall’altra parte l’olandese, che in questa stagione è stato a lungo tormentato dagli infortuni e che al suo rientro ha ritrovato un’Inter che di lui può fare a meno. Non a caso nelle due partite in cui Sneijder è partito da titolare l’Inter ha rimediato due sconfitte, prima in Coppa Italia contro il Napoli, poi in campionato a Lecce. Il 4-4-2 studiato da Ranieri per rilanciare i nerazzurri aveva fruttato sette vittorie consecutive in campionato. Con il rientro di Sneijder il tecnico romano ha provato ad imbastire un 4-3-1-2, schema che costringe il centrocampo ad un lavoro extra, forse troppo per gente come Cambiasso e Zanetti che non hanno più la freschezza atletica di
qualche anno fa. Sneijder è improvvisamente e imprevedibilmente diventato il principale problema dell’Inter.
E per rimanere in tema di fuoriclasse, ecco l’ennesima prestazione “monster” di Miroslav Klose, trascinatore della Lazio corsara a Verona: 0-3 il risultato finale con gol di Hernanes e doppietta del tedesco, arrivato in Italia quest’estate tra lo scetticismo di molti, ma che a suon di gol, ben 12 in campionato, e prestazioni da leader vero, si è rivelato essere probabilmente il miglior acquisto per rapporto qualità-prezzo del mercato estivo. Si ferma la Roma, che all’Olimpico soffre contro un bel Bologna che va in vantaggio grazie ad un gol di Di Vaio, ripreso da una punizione da cineteca di Pjanic. Un passo indietro per la squadra di Luis Enrique dopo le recenti, convincenti prestazioni. Continua il momento negativo del Napoli, che a Genova perde 3-2: i grifoni si portano sul 3-0 grazie alla doppietta di
Palacio ed al primo gol in rossoblu di Gilardino, Cavani e Lavezzi danno vita ad una rimonta rimasta però incompiuta.
Buona la prima per Amauri con la maglia della Fiorentina, vittoriosa nel derby toscano contro il Siena per 2-1: l’ex Juve combatte come un leone e sfiora a più riprese il gol, volitivo. A decidere la partita ci pensa Jovetic, che sblocca il risultato con un potente destro, il 2-0 è firmato da Natali, mentre per i senesi va in rete Calaiò su rigore. Rialza la testa anche il Palermo, che al Barbera regola il Novara con un secco 2-0 grazie ad una doppietta di Budan, ispirato da un Miccoli in stato di grazia. Per Tesser l’avventura sulla panchina del Novara potrebbe chiudersi qui, con Papadopulo pronto a subentrare. Sempre più complicata la situazione del Cesena: la sconfitta interna contro l’Atalanta, decisa dall’autogol di Rossi, relega i romagnoli al penultimo posto.
30 gennaio 2012

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