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Djokovic-Nadal: una maratona di 6 ore

Bis per Djoker

Finale da record agli Australian: numeri, grinta e pathos

di daniela lazzari

 Partita storica, almeno secondo la definizione del suo vincitore detentore del titolo per il secondo anno di fila. E’ stata la più lunga della storia dell’Australian Open. Ha tenuto col fiato sospeso fan e appassionati: nel 2012 il numero di visitatori è passato da 41 a 46mila giornalieri. L’atteso scontro Djokovic – Nadal non ha deluso, quasi 6 ore di tennis da guerrieri. Diciamo la verità non si è visto il tennis delle magie, ma quello del pathos sicuramente si. I due protagonisti durante la premiazione al 'meno nobile, ma più amichevole degli Slam', hanno mostrato un volto visibilmente starvolto tanto da indurre gli organizzatori a portare delle sedie per far riposare i due supereroi del tennis moderno. Sguardo uguale per entrambi nel match, concentrato e grintoso, sguardo diverso quando è scesa l’adrenalina. Nole ha smaltito la tensione nel grido di esultanza finale dopo il dritto vincente decisivo. Rafa ha un'espressione amara. Criticato all’inizio, ma convincente nella fase finale del torneo, soprattutto nella semifinale contro Roger Federer, il maiorchino ha subito ancora una volta il gioco del serbo. Al primo game le idee erano chiare: puntare sul LUNGOLINEA, come richiesto a gran voce dal box e dallo zio, evitare di incrociare il diritto mancino con lo stabile rovesccio di Nole che non subisce il colpo, che piega invece puntualmente Federer indotto all'errore, inprigionato nella ragnatela tessuta da Rafa colpo dopo colpo. Federer è un alieno che sbaglia, Nole è un alieno che fa sbagliare l’altro, anche uno come Nadal che usa la stessa strategia: 'Chi di spada ferisce, di spada...' Il ventiqutrenne di Belgrado lo fa semplicemente meglio.. Rafa diventa più falloso, più frustrato mentre si accumula un passivo (6 vittorie su 6 nel 2011 a favore di Djokovic) che dovrebbe far parlare di 'complesso', in fondo nelle sfide dirette il gap di risultati è più pesante di quello fra lo spagnolo e lo svizzero che tanto ha fatto discutere.Nel quinto set i tifosi di Novak avevano tremato quando il mancino di Manacor si era portato 4-2 con break. E’ stato il momento culmine della 'battaglia mentale'; Nole favorito nei pronostici non ha mollato niente e Nadal ha capito ancora una volta quello che con lui subiscono altri. Già Murrey in questo Australian si era arreso al numero 1 Atp dopo un’altra maratona durissima. 5 ore e 23 e tante occasioni per lo scozzese che si avvicina sempre di più al risultato Slam. Sono sempre gli stessi quattro che si dividono la torta, agli altri i resti. L'Australian Open 2012 non ha sconvolto le prime posizioni della classifica, non c’è un nuovo re a far compagnia alla Azarenka neo regina, è dalla decima ala ventisima posizione che si cambia: Del Potro si riprende il numero 10, Kei Nishikori diventa numero 20 mentre risalgono Feliciano Lopez, Gasquet, Monfils e Simon.

5-7, 6-4, 6-2, 6-7, 7-5:
 sono invece i numeri con cui il Djoker insieme a Roger Federer, Rod Laver, Pete Sampras e lo stesso Nadal, entra fra chi ha vinto 3 Slam consecutivamente.
C’è una consapevolezza quella di aver fatto la storia: “E' stata la più importante e più dura vittoria della mia carriera” ha detto Djokovic di fronte al variegato pubblico della Rod Lever Arena, per poi ammettere a qualche ora di distanza: “Roland Garros e Olimpiadi sono le mie priorità. Non ho mai raggiunto la finale a Parigi e voglio riuscirci, adesso sento di essere pronto". Prossimo obbiettivo ideale di quesa macchina da guerra: Grande Slam.

31 gennaio 2012
 

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La maratona finale passerà alla storia per la sua intensità. Due supereroi del tennis moderno si sono dati battaglia fino al quinto set. A festeggiare è ancora una volta Novak Djokovc. Niente da fare per Rafael Nadal.