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"Una fashion week brillante", grande consenso dei buyer

Milano Moda Uomo: il sogno ai tempi della crisi

Vince lo stile classico e l'eccellenza del Made in Italy

di valentina evangelista

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Da anni Milano Moda Uomo rappresenta un appuntamento di grande importanza e prestigio per il fashion internazionale ed insieme a Pitti Uomo focalizza l’attenzione sullo scenario italiano. Dal 14 al 17 gennaio sono state presentate nel calendario ufficiale 71 collezioni, con 39 sfilate e 33 presentazioni in cui abbiamo visto brillare i maggiori esponenti della moda mondiale: Gucci, Prada, Dolce & Gabbana, Armani, Roberto Cavalli, Burberry Prorsum, Zegna, Salvatore Ferragamo ed il grande debutto milanese della linea Diesel Black Gold che in passato sfilava a New York. Ma come vestirà l’uomo nell’inverno 2012/2013? Quali sono le tendenze che hanno fatto capolino dalle passerelle? 

Tra proposte eclettiche, tuffi nel passato con audaci richiami alla nascente Unione Sovietica dopo la rivoluzione d’Ottobre del 1918, ha vinto alla fine  lo stile classico e rassicurante fatto di linee pulite, sobrie, tagli sartoriali e lineari che prendono il posto dei fronzoli. Torna il dolcevita, il maglione in cachemire a trecce larghe come quelli fatti dalla nonna, il tartan e le giacche di velluto. Il must have di stagione è senza dubbio il montgomery che ricompare in tutte le sfilate dopo anni d’assenza. Diesel Black Gold per il suo debutto ha scelto uno stile classico ma provocatorio in cui gli abiti classici vengono reinterpretati con materiali e tessuti innovativi, da tenere d’occhio il tessuto per la maglieria con effetto tridimensionale perché nei prossimi anni se ne sentirà parlare parecchio. Le sfilate ormai sono diventate più show che altro e lo sa bene Prada che ha fatto sfilare nel maestoso salone della Fondazione Prada, 9 attori testimonial della sua linea dedicata al potere: Tim Roth, Gary Oldman, Adrien Brody, Willem Dafoe, Jamie Bell, Emil Hirsch, Alexandre e Victor Carril e Garret Hedlund. Ha sfilato la rappresentazione del potere affidata alla personalità: cappotti sovrapposti, gemelli ai polsi, scarpe con le soprascarpe e colletti alti sopra il collo alto. Per quanto riguarda i colori, sia nelle passerelle più stravaganti, sia in quelle più sobrie hanno spiccato per il giorno colori neutri, dal beige al cammello all’esplosione totale di grigi, di bordeaux , delle tonalità verde bosco e blu petrolio. Per la sera l’eleganza si fregia dei colori classici nero, blu, bianco e rosso.

La vera novità è stata l’invasione delle pre-collezioni donna all’interno della settimana dedicata all’uomo, decine di sfilate fuori calendario ma anche la presenza femminile nelle sfilate uomo in calendario per approfittare al massimo della presenza dei buyer esteri che hanno potuto pregustare ciò che verrà presentato in Milano Moda Donna dal 22 al 28 febbraio. Ma qual è stato l’esito di Milano Moda Uomo ai tempi della crisi? Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana l’ha definita “una fashion week brillante”, oltre ai commenti positivi della stampa si è aggiunto un incremento dei buyer esteri provenienti da oltre 30 Paesi. “Grazie alla creatività e all’innovazione dei nostri designer e imprenditori- ha sottolineato Boselli- possiamo ben dire che è stata una settimana della moda maschile brillante, che proietta ottimismo sulle vendite di questi giorni in showroom, confermando la solidità del made in Italy”. In un momento non florido per l’economia del Paese, le aziende del Made in Italy hanno investito su ciò che di meglio sanno fare, all’insegna del buon gusto e dell’eccellenza, tratti che hanno sempre contraddistinto il “bel vestire” italiano e che è stato nuovamente e palesemente apprezzato dai retailer, soprattutto americani. Molto soddisfatti dalla qualità e dalla creatività i compratori delle grandi insegne di deparment store come Saks Fifth Avenue e Neiman Marcus ma anche gli orientali, rimasti totalmente affascinati dalle collezioni forti come quella di Roberto Cavalli. Unica critica, se così si può dire, è stata la ripetitività di alcuni elementi e modelli già visti l’anno scorso ma che non hanno di certo oscurato il grande successo della fashion week.

 

 

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Si chiude con un bilancio positivo Milano Moda Uomo che riconferma l'eccellenza del Made in Italy con grande consenso dei buyer esteri, affascinati dal gusto e dalla qualità delle collezioni proposte dai più grandi stilisti