Per diventare musicista? Impegno, carattere e... fortuna
'Con il bene e con il male', Stefano Rava e i due volti dell'amore
Disponibile dal 10 Gennaio 'Con il bene e con il male' in tutti i digital store" style="text-align: left;">
di Ilenia Appicciafuoco
Un disco che celebra le due facce dell’amore. Un piacevole alternarsi di sonorità pop ed elettroniche, e di sfumature jazz. Questo in due parole Con il bene e con il male, secondo lavoro del giovane cantautore Stefano Rava, disponibile nei digital store dal 10 gennaio scorso. Tutte le dieci tracce dell’album – undici, se consideriamo anche la ghost track ‘My Moon’ – fanno parte di un percorso organico, un viaggio che parla dell’amore platonico e di quello passionale, con un pizzico d’ironia e con una freschezza che rispecchia la giovane età dell’autore. Queste caratteristiche fanno di Con il bene e con il male un album ‘romanticamente pragmatico’. Nonostante la predilezione per il rock - Led Zeppelin soprattutto - non nasconde una vera e propria passione per i cantautori italiani, primi fra tutti Fabrizio De Andrè, Rino Gaetano e Lucio Battisti. Per Stefano Rava, infatti, il percorso di ogni artista è ''come un muro fatto da più mattoni, sul quale aggiungere l'intonaco ed il colore che rappresentano lo stile personale''.

L’artista, ‘scoperto’ da Fiorello e lanciato dal programma Viva Radio Due, è al suo secondo lavoro e cercherà di superare il successo del precedente album del 2007, Berretti blu. È già disponibile su Youtube la versione ufficiale del primo singolo estratto da Con il bene e con il male intitolato ‘Occhietti furbetti’, omaggio in chiave pop al gioco del ‘m’ama non m’ama’. È poi la volta delle tinte jazz di ‘Breakman’, dei richiami alla musica classica che spaziano in ‘Armonie d’autunno’ e delle sonorità elettroniche di ‘My Moon’. L’intreccio di approcci alla musica così differenti è una diretta conseguenza della volontà di scoprire ed utilizzare stili diversi, che si configura come uno degli obiettivi principali di Rava. ‘’Se allargare i propri orizzonti significa avere voglia di apprendere cose nuove e sperimentare nuovi linguaggi musicali nel rispetto della propria natura – ha dichiarato il cantautore in un’intervista per il sito Babylonbus – a mio avviso è una cosa bella. Nella vita – ha proseguito – penso che bisogna anche saper rischiare. L’importante è farlo con consapevolezza e competenza’’.
Ed infine, quali doti occorrono per farsi largo in un mondo difficile come quello della musica e dell’arte? Anche in questo caso, il giovane romagnolo dimostra realismo e pragmatismo: ‘’Un aspirante musicista professionista dovrebbe avere indubbiamente competenza, creatività di base, un carattere equilibrato che lo aiuti nei momenti difficili, la possibilità di poter investire su se stesso e un po’ di culo!’’… E noi glielo auguriamo!

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