Superbonus, le novità spiazzano tutti: a chi spetta e quando scade, cosa fare ora

Tra i vari finanziamenti da inserire nella nuova legge di bilancio c’è anche quello relativo al Superbonus edilizio: ecco tutte le novità.

La priorità assoluta per il governo Meloni appena insediatosi in parlamento è la scrittura e la rifinitura della legge di Bilancio 2023. Tra le tante misure che il governo dovrà varare una delle più attese è quella che riguarda il Superbonus edilizio. Con la legge attuale, infatti, il bonus facciata e il bonus barriere architettoniche non ci saranno più a partire dall’1 gennaio, mentre il Superbonus sarà disponibile solo per i condomini e le abitazioni Iapc. Ecobonus, Sismabonus, bonus ristrutturazione e bonus verde invece avranno validità fino al 2024. Qualora il governo decida di non rinnovare il Superbonus 110%, bisognerà in ogni caso rifinanziare quello per il momento in atto, visto che sono stati stanziati 33,3 miliardi di euro e ne servono almeno 56,4 per coprire le richieste fatte fino a settembre 2022.

Attualmente non ci sono notizie certe a riguardo, ma sono comunque filtrate le prime indiscrezioni sulle intenzioni del nuovo governo. In base a quanto previsto dal decreto Rilancio del maggio del 2020, infatti, il superbonus dovrebbe scalare a partire dal 2024 al 70% e quello dopo al 65% per finire al termine del 2025. Secondo quanto emerso l’intenzione è quella di portare il superbonus all’80% e mantenerlo a questa aliquota sino al termine.  C’è inoltre intenzione di semplicare le procedure di ottenimento del bonus per il committente, anche perché i lavori di riqualifica per il miglioramento di due classi energetiche sono molto costosi e anche il solo 20% a carico del committente potrebbe essere un grosso ostacolo.

Superbonus, le novità nella legge di bilancio: cosa cambia per chi ha già ottenuto il bonus?

Portare il Superbonus all’80% già a partire dai primi mesi del 2023 potrebbe quindi essere un grosso problema per moltissimi cittadini che contavano sulla garanzia totale per la ristrutturazione e la riqualifica della propria abitazione. Per questa ragione l’Ance ha già richiesto che il Superbonus 110% possa essere prolungato di qualche mese per i lavori già iniziati o quelli che stanno per cominciare. Una richiesta che l’associazione dei costruttori edili ha giustificato con i ritardi che ci sono stati a causa del fermo cantieri. Come ha intenzione di comportarsi il governo per i cantieri già aperti? La soluzione che creerebbe meno problemi sarebbe quella di mantenere per intero il bonus a chi ha presentato già la Cilas (Comunicazione Inizio Lavori), ma il governo potrebbe adottare anche altre strade come salvaguardare solo chi ha già speso dei soldi, o mantenere il bonus per chi ha già presentato la prima Sal (certificato di stato avanzamento lavori).

In questi giorni si è parlato anche della possibilità di inserire delle aliquote differenti per le case di lusso e in base al reddito. Questa opzione, come già verificato in passato, non è però applicabile nel caso in cui i lavori devono essere effettuati in dei condomini. In primo luogo perché i proprietari di un appartamento “A1” potrebbero opporsi ai lavori visto che costretti a pagare una cifra superiore agli altri, in secondo luogo perché bisognerebbe applicare delle aliquote differenti tra le parti comuni e quelle private.

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