Desensibilizzazione: che cos’è e perché può aiutarti a gestire l’ansia

Soffri spesso di ansia e attacchi di panico? Esiste una strategia definita come desensibilizzazione, decisamente efficace e articolata in pochi semplici step. Scopriamo insieme in cosa consiste.

L’instabilità emotiva, causata da stati di ansia e angoscia, deriva da una percezione irrazionale della realtà che ci circonda. Si tratta della risposta automatica ad eventuali condizioni di pericolo e paura, che tuttavia ci impediscono di affrontare tale input con maturità e raziocinio. L’ansia infatti nasce da una percezione distorta di un evento, fatto oppure confronto che ci conducono verso un percorso caratterizzato da veri e propri blocchi emotivi e fobie.

Soffri d'ansia? Combattila con la desensibilizzazione
Soffri d’ansia? Combattila con la desensibilizzazione – parolibero.it

Per contrastare l’ipersensibilità occorre procedere per via opposta, attraverso una strategia di desensibilizzazione. Prima di esporre la metodologia ideata dallo psicologo Joseph Wolpe, è bene ricordare che esistono dei comportamenti che possiamo attuare in modo da ridimensionare l’evento che ci terrorizza, trasformandolo in qualcosa di assolutamente affrontabile. Di seguito, elenchiamo alcuni atteggiamenti utili a combattere gli stati d’ansia e panico.

Ansia e attacchi di panico: come contrastare la paura e l’angoscia

In primo luogo, occorre procedere con la prima fase di accettazione del malessere: la maggior parte delle volte, il panico aumenta laddove il soggetto tenti a tutti i costi di combattere lo stato d’ansia. Accettare i propri limiti rappresenta in tal caso il passo fondamentale per l’eliminazione del problema, dopodiché si procede con la respirazione. Inspirate ed espirate profondamente, eliminando tutta l’aria nella seconda fase della respirazione; ripetete il procedimento tanto quanto basta per rilassare il corpo e contrastare lo stato di tachicardia.

Ansia e attacchi di panico: come contrastare la paura e l'angoscia
Ansia e attacchi di panico: come contrastare la paura e l’angoscia – parolibero.it

In secondo luogo, è bene conoscere i processi cerebrali che conducono il nostro corpo allo stato di frustrazione: come abbiamo anticipato, il panico rappresenta la risposta ad un evento percepito come pericoloso. Tale processo interiore nasce dalle nostre origini primordiali: quando un animale individua una condizione di pericolo, risponde automaticamente con la fuga. Nell’essere umano, l’ansia aumenta di fronte ad una non risposta al suddetto istinto primordiale, per questo motivo lo sport – oppure una semplice camminata – possono aiutare a scaricare l’adrenalina e sopperire alla necessità di ricercare una via di fuga.

Infine, è altamente consigliato parlare dei propri problemi con qualcuno, in quanto consente al soggetto di liberare la mente e percepire un appoggio alla condizione di panico. Sfogatevi con amici, parenti oppure partner e – laddove questo non basti – è importante trovare la forza di rivolgersi ad uno psicologo. Nel momento in cui una condizione di panico si presenta frequentemente, è probabile che si tratti di traumi e risposte cognitive che necessitano del parere di un esperto. Ora, scopriamo in cosa consiste la strategia di desensibilizzazione.

Strategia di desensibilizzazione: in cosa consiste?

La strategia di desensibilizzazione è stata ideata dallo psicologo Joseph Wolpe nei primi anni ’50 e si articola in tre fasi precise:

  • Conoscenza delle tecniche di respirazione: lo psicologo illumina il paziente riguardo alle tecniche di respirazione, in modo da fornire uno strumento utile a combattere tachicardia e frustrazione, ottenendo in tal modo il rilassamento del soggetto.
  • Visualizzare la condizione di pericolo: la seconda fase si riassume nella produzione di un elenco di circostanze e situazioni che possano provocare appunto ansia, stress, angoscia e panico.
  • Affrontare la fobia direttamente: l’esperto guida il paziente nel contrasto della paura, prima virtualmente e poi fisicamente. Ad esempio, se il paziente dovesse essere aracnofobico, il terapista procederà con la visione di video e immagini di ragni, per poi spingere il paziente ad un contatto diretto con la specie.

E’ bene ricordare che la tecnica di desensibilizzazione deve essere eseguita da un esperto in grado di valutare la vostra situazione personale.

Gestione cookie