P.N.P. ovvero progresso, non pubblicità
Il Comune di Ercolano contro la camorra
Forte campagna pubblicitaria del Comune per combattere la camorra" style="text-align: left;">
di Graziella Travaglini

P.N.P. ovvero progresso, non pubblicità, questo è il titolo e l’intento della nuova iniziativa di comunicazione presentata lo scorso venerdì durante un conferenza stampa dal Comune di Ercolano dal titolo “Ercolano: sicurezza sociale e cultura della legalità”.
Si tratta di una innovativa e per certi versi scioccante battaglia, questa volta divulgativa, contro la camorra. Sono otto le gigantografie, ognuna di 15 metri, ideate dall’artista Rosaria Iazzetta e disseminate in vari punti del Comune: chiese, scuole, edifici pubblici.
Le immagini, non c’è che dire, sono davvero forti. In una si vede il cadavere di un uomo ricoperto di ori e accanto si può leggere la scritta “L’unico tesoro che porterai con te oltre la morte sarà la coscienza”. Allo stadio dove qualche tempo fa qualcuno aveva scritto “Viva la camorra” c’è uno striscione che recita “Scegliere di fare una vita onesta dipende da te”. Una delle immagini più riuscite è, forse, quella che si trova in corso Italia e che mostra una pietà sotto il mirino di una pistola e che dà ancora una volta voce a uno dei simboli della lotta alla criminalità Don Peppino Diana: “Per amore del mio popolo non tacerò”.
Insomma immagini e parole forti, che colpiscono nel segno e che mandano un messaggio chiaro: la camorra si può sconfiggere, un’altra vita è possibile, anche ad Ercolano. L’impegno delle istituzioni in tal senso è più che mai forte e si esprime non solo attraverso campagne di sensibilizzazione di questo tipo, ma anche attraverso una maggiore presenza dello Stato che si concretizza in altre iniziative affini. Un altro progetto per Ercolano è infatti quello di costruire una nuova caserma dei carabinieri, ma c’è anche e soprattutto la volontà di aiutare coloro che vogliono denunciare soprusi e estorsioni. Da qui una nuova proposta del Comune: chi denuncia il pizzo non pagherà le tasse per tre anni. Insomma le istituzioni rialzano la testa e tentano prima di tutto di stare vicino a quei cittadini onesti che vogliono vivere in un’Ercolano diversa, libera e sicura.
Si tratta innanzitutto di scuotere le coscienze e di mostrare una presenza forte delle istituzioni: la camorra vive della latitanza e dell’assenza dello Stato, il sistema garantisce quelle strutture che la legalità non è più in grado di offrire e finisce con l’inglobare pian piano tutta la società civile, impregnandola dei suoi codici, delle sue regole, dei suoi falsi miti. La ricchezza, il potere, le pistole usate come simboli, come segni di successo e affermazione vengono rovesciati dalle immagini della Iazzetta e diventano quello che sono: meri simboli, vuoti. La camorra non è potere, ma solo imbarbarimento e perdita di umanità.
26 ottobre 2009

Feed RSS