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:: Politica
Approvata lo scorso 16 giugno una innovativa legge anti-censura
Islanda libera
Reykjavik permetterà la pubblicazione e la condivisione sul web di segreti militari, istruttorii, societari e di Stato ritenuti di pubblico interesse, utilizzando i server registrati nel paese nordico. Tremano le cricche di tutto il mondo" style="text-align: left;">
di Domenico Camodeca
La notizia l’ha data Guido Rampoldi in un interessante articolo pubblicato da La Repubblica (Islanda, il paese senza bavaglio del 26 luglio 2010). L’Islanda -lo Stato europeo più vicino al Polo Nord, abitato da appena 300.000 persone- è diventato il luogo più avanzato del pianeta in materia di riconoscimento del diritto di libertà di parola ed espressione. Grazie ad un progetto di legge, promosso dalla deputata anarchica (sì, avete letto bene: anarchica) Birgitta Jonsdottir, e approvato a larghissima maggioranza lo scorso 16 giugno dal parlamento islandese, si potranno caricare sui server con base in Islanda contenuti e documenti di interesse pubblico la cui pubblicazione sarebbe vietata nei paesi d’origine.Tanto per capirci, se in Italia dovesse passare la legge bavaglio (con annesso, letale, obbligo di rettifca anche per i blog), tutto ciò che i nostri mass-media sarebbero costretti a celare all’opinione pubblica, pena carcere e maximulte, potrebbe invece essere caricato in tutta tranquillità negli intoccabili server islandesi. Il bello, infatti, è che se uno Stato o un privato dovessero avere la malaugurata idea di denunciare gli hacker anti-bavaglio, ci si potrà rivalere prsso la Giustizia islandese, dichiarandosi vittima di una minaccia alla libertà di espressione; un sogno. Per rendere efficace il nuovo provvedimento manca ormai solo la normativa di attuazione –il cosiddetto Icelandic Modern Media Initiative- che gli islandesi promettono di approvare entro un anno.
Dando vita al paradiso della libera informazione, si mette finalmente la retromarcia ad un
lento e graduale tentativo di mettere la museruola al web da parte di singoli Stati nazionali (in Europa, Francia e Gran Bretagna stanno già facendo peggio dell’Italia). Comunque, per chi sentisse già prurito alle cyber-mani, è già possibile fare qualcosa, mandando documenti originali ai siti specializzati nella divulgazione di segreti come Wikileaks.org, già accasati ufficialmente nelle terre islandesi. La nuova frontiera del web anarchico rischia di rendere ancor più anacronistico e antistorico il tentativo delle caste di mettere un maxibavaglio planetario al desiderio di verità ed informazione che ormai viaggia su internet.
lento e graduale tentativo di mettere la museruola al web da parte di singoli Stati nazionali (in Europa, Francia e Gran Bretagna stanno già facendo peggio dell’Italia). Comunque, per chi sentisse già prurito alle cyber-mani, è già possibile fare qualcosa, mandando documenti originali ai siti specializzati nella divulgazione di segreti come Wikileaks.org, già accasati ufficialmente nelle terre islandesi. La nuova frontiera del web anarchico rischia di rendere ancor più anacronistico e antistorico il tentativo delle caste di mettere un maxibavaglio planetario al desiderio di verità ed informazione che ormai viaggia su internet.26 luglio 2010

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